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Elezioni comunali - Nella sede di Tusciaweb l'incontro voluto da Mattioli, Scipio e Laurenti sulla: "Viterbo che vorremmo" - Idee e proposte a confronto

Otto candidati sindaco tutti insieme “appassionatamente”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Tutti insieme. Se non proprio appassionatamente, almeno costruttivamente. Ieri sera, per la prima volta gli otto candidati sindaco al comune di Viterbo si sono incontrati.

Seduti allo stesso tavolo, quello della redazione di Tusciaweb. Dove Francesco Mattioli, Carlo Maria Scipio e Umberto Laurenti hanno incontrato Luisa Ciambella, Giovanni Arena, Claudio Taglia, Chiara Frontini, Paola Celletti, Massimo Erbetti, Francesco Serra e Filippo Rossi. Per discutere della “Viterbo che vorremmo”. Programmi, idee, utopie per la città. Discussi in “campo neutro”, la sede del giornale.

Viterbo - Elezioni comunali 2018 - Incontro otto candidati sindaco nella sede di Tusciaweb

Ascolto e proposte, confronto e scontro, quel tanto che basta. Le differenze tra un candidato e l’altro ci sono. Non c’è una ricetta unica, ma tutti si ritrovano sulla proposta elaborata dal piccolo think tank.

“Uno di voi – spiega Mattioli – sarà chiamato a governare per i prossimi cinque anni. Se riuscirà a prendere la strada giusta, poi non ci saranno bivi”. Per farlo, occorre sottrarsi alla routine amministrativa: “E inventarsi, rischiare. Serve un’utopia creatrice, perché se stiamo seduti solo su quello che si può fare, non si va da nessuna parte. L’utopia serve. Come serve avere orecchie grandi e non solo mani grandi”. Capacità d’ascolto. “L’indicatore principale deve essere il benessere dei cittadini”.

Mentre Umberto Laurenti invita a uscire dalle mura cittadine, guardarsi intorno. “Penso al fenomeno Civita di Bagnoregio. Basta fare qualche chilometro e c’è un territorio da scoprire turisticamente. Salviamo le nostre mura, ma usciamone”. Un incontro, per Carlo Maria Scipio: “Tra persone persone innamorate della città. Ma gli innamorati possono andare incontro anche a delusioni”. Tutti e otto avvertiti.

Giovanni Arena

Giovanni Arena: “Cavalcare l’utopia si può”
“Nella mia esperienza amministrativa – spiega il candidato del centrodestra Arena – ci abbiamo provato, riuscendoci. Penso a valle Faul, cui abbiamo dato un volto nuovo, con un intervento completato da chi è venuto dopo. Penso anche alle ex scuderie a Sallupara. C’è una prospettiva diversa di vedere la città e penso che l’ascolto sia la prima cosa. Le persone chiedono d’essere ascoltate e mediare il contatto non paga, serve il contatto diretto”.

Lisetta Ciambella

Luisa Ciambella: “La differenza la fa la squadra”
“La differenza tra un’amministrazione e l’altra – spiega la candidata Pd – la fa la squadra che poi deve realizzare i progetti. Spesso, contro le nostre volontà, ci si trova a combattere con problematiche diverse. Io ho scelto una campagna tra le persone, d’ascolto. Raccogliamo le sollecitazioni, ma occorre far capire a chi governa sopra di noi, che non tutto funziona. Con il mercato elettronico cui si deve ricorrere per gli acquisti, non sempre si risparmia o si ottiene il risultato migliore”. Poi, i progetti, che per funzionare vanno alimentati: “Per curare adeguatamente il verde, a Viterbo occorre un milione di euro. Ne abbiamo 500mila”. Serve ingegnarsi: “Per il verde, noi abbiamo approvato il regolamento sui beni in comune, che consente d’affiliare un’area avendone cura”.

Claudio Taglia

Claudio Taglia: più fondi per il sociale e stop ai centri d’accoglienza
Per il candidato Casapound, tra i punti principali c’è l’immigrazione: “Nostro cavallo di battaglia anche a livello nazionale – sostiene Taglia – il decreto Minniti è una grossa bufala. Favorisce le organizzazioni che fanno business. Noi gli Sprar siamo per abolirli”: Non  dando disponibilità. “Mentre ai Cas, di competenza della prefettura, prevederemo controlli capillari, imponendo la chiusura a quelli che troveremo non a norma”. Poi, il sociale. “Cercare anche tra le pieghe di bilancio, fondi per asili nido, le necessità dei cittadini. Arrivo a dire che per investire in politiche sociali, un comune può anche andare in deficit. Rischiamo sanzioni? Ecco perché la nostra è una battaglia contro i vincoli a livello nazionale, il patto di stabilità e non solo, è la ragione che ci spinge a voler uscire dall’Europa”.

Chiara Frontini

Chiara Frontini: “Si può fare solo se si sa fare”
“Abbiamo ascoltato settemila persone nell’ultimo anno – precisa la candidata Viterbo 2020 – girando con mezzi elettrici, ci abbiamo messo entusiasmo ed energia. Noi abbiamo idee chiare e precise. Ma si possono realizzare solo se si sa fare e si sa come si vuole fare”. E con chi. “Mettendo intanto al centro, il personale del comune. Sono importanti, dobbiamo portare entusiasmo tra i 370 dipendenti”. Poi ci sono i servizi da migliorare e quindi, toccare la coscienza civica dei cittadini. “La città è sporca, colpa di un servizio non efficiente, ma la città c’è anche chi la sporca. Sono due aspetti entrambe importanti”.

Viterbo - Elezioni comunali 2018 - Incontro otto candidati sindaco nella sede di Tusciaweb

Filippo Rossi: “Trent’anni di politica viterbese da buttare”
Per il candidato Viva Viterbo, tre decenni d’attività politica da cancellare. “L’elezione diretta del sindaco – spiega Rossi – ha garantito governabilità e portato molte città nel futuro. A Viterbo non è successo. La legge che ha dato grande forza politica a una persona, il primo cittadino, ha funzionato quasi dappertutto, ma assolutamente no a Viterbo. Chiunque di noi sarà sindaco, deve avere gli strumenti e prendersi le sue responsabilità . Altrimenti si rimane nella normale amministrazione. Non fare una battaglia per l’ex ospedale, oggi nell’abbandono, non vuol dire non occuparsene, ma fregarsene. Ed è solo un simbolo. Rabbrividisco non tanto sull’incapacità nel costruire un’utopia, ma nella mancanza totale di dibattito politico. Una totale sudditanza al, tanto va così”.

Massimo Erbetti

Massimo Erbetti: “Colmare le disuguaglianze”
Il primo punto per chi sarà chiamato a governare Viterbo, il candidato sindaco del Movimento 5 stelle ce l’ha ben chiaro: “Colmare le disuguaglianze che ci sono – precisa Erbetti – e alleviare le sofferenze di chi non ha. Invece, mentre i problemi aumentano, l’amministrazione è costretta a tagliare nell’ambito sociale. Chi non lascia indietro nessuno farà il bene della città”.

Francesco Serra

Francesco Serra: “Ripopolare il centro storico e sviluppo sociale”
La sua immagine di Viterbo dentro le mura ce l’ha chiara. “Bisogna riportare le persone a viverla – precisa Serra – riempire case oggi vuote, magari attraverso incentivi, riduzione tasse per le attività commerciali. Ci deve essere la parte pedonale, le ztl, i parcheggi. Pensiamo a come far rivivere la città e il suo centro. Pensiamo alla qualità della vita, il diritto alla sicurezza e alla salute, che si lega allo sviluppo sociale. Il comune realizza campi in erba sintetica. Bene. Ma poi, le società sotto il profilo sociale qualcosa devono farlo, giusto per fare un esempio”.

Paola Celletti

Paola Celletti: “Rimettere al centro la persone, le esigenze dei cittadini dimenticati”.
“Norme come l’equilibrio di bilancio – osserva la candidata di Lavoro e beni comuni – non devono restringere diritti inviolabili. Non si possono subordinare a vincoli economici”. Sul termalismo, due progetti: “Stipulare convenzioni con l’Inps per offrire cure di quindici giorni, sovvenzionate. Possono farlo operatori privati e pubblici. Poi, i 70 litri d’acqua vanno distribuiti in modo equo su più operatori”. L’edilizia: “Abbiamo un piano regolatore vecchio di 40 anni. Si continua a costruire su varianti provvisorie. Qualcuno riesce a rifarlo?”. La sicurezza, che vuol dire anche informazione. “Nel 2010 non eravamo informati sull’arsenico nell’acqua. Venivano concesse deroghe senza che se ne sapesse nulla. Per questo ci siamo costituiti in un comitato, perché la sicurezza è anche informazione”.

Giuseppe Ferlicca


Fotogally: Incontro degli 8 candidati sindaco

Documenti: Il documento completo Viterbo che vorremmo


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23 maggio, 2018

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