Montefiascone – “Finalmente è fatta”, seguito da tre cuoricini rossi. La lieta novella ai tempi di Whatsapp arriva in tempo reale con un messaggio sul cellulare, seguito da una telefonata piena di gioia: “Stavolta è fatta davvero, ho il via libera del tribunale, posso andare all’anagrafe e farmi fare la nuova carta d’identità a nome di Sara invece che di Salvatore”.
Sara è Sara Buono, la parrucchiera 35enne di Montefiascone che, nonostante il via libera del tribunale arrivato l’estate scorsa alla modifica “femminile” dei suoi dati anagrafici, a causa di una serie di ulteriori intoppi burocratici, ha impiegato mesi ad avere l’okay definitivo a rinnovare il suo nome sull’atto di nascita, in attesa dell’intervento chirurgico per il cambio di sesso, da uomo a donna, per il quale ha avuto l’anno scorso il via libera del tribunale civile di Viterbo ed è in lista all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.
Nel frattempo, avendo ormai da tempo le sembianze di una donna, dopo le cure ormonali cui si è sottoposta in preparazione dell’operazione, non ha potuto rinnovare la carta d’identità scaduta e il solo documento valido in suo possesso era rimasta la patente.
“Se volessi andare in vacanza all’estero, non potrei farlo”, si è sfogata alla vigilia delle elezioni politiche del 4 marzo, quando non ha votato, suo malgrado, per la vergogna di dover spiegare agli scrutatori perché, nonostante l’aspetto femminile, si chiamasse Salvatore.
Originaria di Napoli, Sara lo scorso weekend si è recata nel capoluogo partenopeo, per portare i fiori sulla tomba della mamma, che l’ha sempre sostenuta nella sua battaglia per il cambio del sesso.
“Non ero più tornata dopo che all’anagrafe, a settembre, mi hanno detto che mancavano ancora delle carte e che non potevano farci niente. Ma volevo renderle omaggio per la festa della mamma. Non so se sia stato anche grazie a lei, ma la bella notizia è arrivata proprio in coincidenza con la mia visita al cimitero. E la prossima settimana ripasserà a salutarla, quando tornerò a Napoli, stavolta con un altro spirito, per rinnovare i documenti”, dice Sara.
Il decreto che ordina all’ufficiale di stato civile del Comune di Napoli di rettificare il nome sull’atto di nascita da “Salvatore” a “Sara” è di ieri e porta la firma del collegio composto dalla presidente Maria Rosaria Covelli, presidente anche del tribunale di Viterbo, giudici a latere Chiara Serafini e Caterina Mastropasqua. Ad assistere Sara l’avvocato Silvia Corbellini.
“Rilevato che la procura della repubblica – si legge nell’ordinanza, datata 11 maggio 2018 – ha concluso nel senso dell’accoglimento della domanda, avendone ravvisato la sussistenza dei presupposti; dato atto che la richiesta avanzata è coerente con l’azione intrapresa e già accolta di rettificazione del sesso; dovendo ritenersi la richiesta di rettificazione del nome conforme alla nuova identità riconosciuta con sentenza, in quanto rispondente alle inclinazioni psicologiche del richiedente in armonia con l’identità di genere femminile attribuita e adeguata alle attuali caratteristiche fisiche (…) il tribunale ordinario di Viterbo, sezione civile, ordina all’ufficiale di stato civile del Comune di Napoli di rettificare l’atto di nascita di Salvatore Buono nel senso laddove il nome Salvatore Buono dell’istante risulta ‘Salvatore’ deve leggersi e intendersi nome ‘Sara’ e cognome ‘Buono'”.
Silvana Cortignani
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