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Frasi piene d’odio su Facebook contro un ragazzo, indagini della polizia

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Tarquinia - Il post della proprietaria di un negozio sul suo bagno danneggiato

Tarquinia – Il post della proprietaria di un negozio sul suo bagno danneggiato

Tarquinia - I commenti al post della proprietaria di un negozio sul suo bagno danneggiato

Tarquinia – I commenti al post della proprietaria di un negozio sul suo bagno danneggiato

Tarquinia – Frasi piene d’odio, indagini della polizia.

Indagini lampo degli agenti della questura di Viterbo sulle minacce di morte e sui violenti commenti apparsi su Facebook sotto al post della proprietaria di un locale commerciale di Tarquinia. Nel post, un ragazzo tunisino veniva accusato di aver “devastato il bagno” del negozio.

Le indagini sono scattate dopo l’articolo-denuncia di Tusciaweb, e tra le attività degli agenti c’è stata l’individuazione di chi ha utilizzato quegli account Facebook per scrivere frasi del tipo: “Dico solo una cosa ai carabinieri di Tarquinia che lo hanno tra le mani… vogliamo un altro Cucchi”. O “Lo aspettiamo fuori la caserma e lo ammazziamo di botte”. E ancora: “Prima di chiamare i carabinieri, con un palo bastava aprirgli quella testa di cazzo e dire che era caduto…”. Oppure: “Avete pensato di ucciderlo a martellate?”.

Minacce di morte. Frasi agghiaccianti, che fanno rabbrividire. Commenti violentissimi, e anche razzisti. Come: “Questa è gente buona solo a sfamare le bestie dentro lo zoo”.

Nelle scorse ore i poliziotti avrebbero inviato in procura un’informativa di reato per istigazione a delinquere.

Il fatto. Giovedì 12 luglio, stando alla ricostruzione dei carabinieri, un ragazzo tunisino sarebbe entrato in un negozio di Tarquinia chiedendo di poter utilizzare la toilette. Espletati i suoi bisogni, probabilmente dopo qualche bicchiere di troppo, si sarebbe seduto sul lavandino tentando di lavarsi. Ma il sanitario si è staccato dal muro, è caduto a terra ed è andato in frantumi. Il tunisino, a giudicare dalle macchie di sangue sulle piastrelle, si sarebbe anche ferito. La proprietaria dell’esercizio commerciale ha quindi chiamato i carabinieri che hanno identificato il ragazzo. Ma per lui nessuna denuncia, perché secondo le forze dell’ordine sarebbe “responsabile” solo di “danneggiamento colposo”. Per cui non esiste reato penale.

La proprietaria del negozio ha poi scritto un post sul suo profilo Facebook, pubblicando anche le foto del bagno danneggiato. “Questo è quello che è successo nel mio negozio. Un tunisino ubriaco è entrato, ha cagato e pisciato in terra e ha devastato il bagno. Sono intervenuti i carabinieri, che l’hanno portato in caserma. Faremo una denuncia per danneggiamento, ma nessuno comunque ci risarcirà perché la legge non lo prevede e i carabinieri non possono fare altro che identificarlo. Per ora, dopo una giornata di lavoro, stiamo pulendo la sua merda”.

Sotto al post, le minacce di morte e i commenti violenti di tantissimi account Facebook contro il giovane tunisino.


– “Ai carabinieri che lo hanno tra le mani… vogliamo un altro Cucchi”

 

 


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