Viterbo – (g.f.) – Cori da stadio per i facchini e la Viterbese. Alle cene è la serata gialloblù e piazza san Lorenzo fatica ad accogliere tutti. Piena in ogni angolo, ieri sera.
In tanti sono venuti a festeggiare i campioni del pallone e i campioni del 3 settembre. Sul palco, la presentazione di giocatori, società, staff tecnico della squadra. Ci sono tutti. E ci sono pure le nuove maglie, compresa quella speciale, per celebrare i cento anni di storia. Nel colletto, c’è il motto della città. “Non metuens verbum, Leo sum qui signo Viterbium– lo legge il patron Pietro Camilli – la porteremo in giro ovunque”.
Parte il coro, dei tifosi in prima fila. Sembra d’essere su un campo di calcio.
Tocca a Claudio Petricca, fare gli onori di casa, insieme al presidente del Sodalizio facchini di santa Rosa, Massimo Mecarini. A lui, un regalo dal patron Camilli, una maglietta della Viterbese con la scritta Santa Rosa. “Un omaggio sentito ai facchini – spiega Camilli – e un omaggio sentito alla santa, affinché ci protegga”.
Un omaggio gradito. “La custodiremo gelosamente – ringrazia Mecarini – al museo del Sodalizio. Uno dei nostri motti è fede, forza e volontà e lo vogliamo trasferire a tutti i giocatori della Viterbese”.
Quelli che pochi minuti prima, uno ad uno, sono saliti sul palco per ricevere il saluto della piazza. Dai primi due, Filippo Pelliccioni e Alessandro Marianelli, del settore giovanile, aggregati al ritiro della prima squadra, per arrivare al capitano Simone Sini. Preceduti dal mister Giovanni Lopez.
“Colgo l’occasione – ha detto ancora Camilli – per ringraziare tutti, i facchini di santa Rosa per primi, che sono il motore di questa città”. Un grazie e un promemoria, invece, al comune.
“Ringrazio anche l’amministrazione comunale – osserva il patron – speriamo che il manto sintetico al Pilastro lo facciano. È ora. Io voglio la squadra a Viterbo, non la voglio portare a Grotte di Castro, sia chiaro”. Il sindaco Giovanni Arena era ai tavoli. Avrà sicuramente sentito e recepito il messaggio.
“Sono a Viterbo da cinque anni, abbiamo migliorato ogni anno – continua Camilli – adesso si riparte, con la speranza di fare meglio. Speriamo di riuscirci, abbiamo fatto una buona squadra, ma ogni domenica non ci regala niente nessuno.
Io ci tengo, perché rappresentiamo una città importante. Il calcio un po’ l’ha aiutata. Spero di darvi ancora tante soddisfazioni. Io ho il mio caratterino, sopportatemi. Voglio bene ai viterbesi e a Viterbo”.
Una serata stellare, dopo una cena che ha visto protagonista la pro loco di Vitorchiano, con i cavatelli e lo spezzatino di cinghiale. Si replica venerdì.
Sul palco, prima dei gialloblù, pure il capofacchino Sandro Rossi, per ringraziare tutti, compresi i tanti facchini che si stanno dando da fare per la riuscita delle cene in piazze. A cominciare dai 45 che si occupano della cucina.
Ottimo cibo, musica, bandiere gialloblù, la solidarietà, con la brocca di Centesimiamo e il ricavato delle cene stesse che andrà, come ogni anno per una buona causa. Con la seconda serata in piazza, i facchini di santa Rosa sono andati in rete. E stasera si replica.
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