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Maxirissa a San Faustino - Tutti immigrati che lavorano - In tre hanno precedenti per rissa

Far west in centro, indagati cinque braccianti agricoli, un autista e un muratore

di Silvana Cortignani
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Viterbo - Centro storico - Maxirissa a San Faustino - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Centro storico – Maxirissa a San Faustino – Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo - Centro storico - Maxirissa a San Faustino - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Centro storico – Maxirissa a San Faustino – Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo - Centro storico - Maxirissa a San Faustino - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Centro storico – Maxirissa a San Faustino – Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo - Centro storico - Maxirissa a San Faustino - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Centro storico – Maxirissa a San Faustino – Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Scene da far west in piazza San Faustino. Una ventina gli stranieri che verso le 20,40 di lunedì se le davano di santa ragione davanti alla fontana, prendendosi a calci, pugni e bottigliate, tirandosi transenne, assi di legno e perfino una bicicletta. Decine i residenti e i passanti che, spaventati da tanta furia, hanno tempestato di telefonate i centralini del 112 e del 113.

Un automobilista, temendo il peggio, si è attaccato al clacson, strombazzando no-stop per farli fermare. Senza successo.

Il bilancio, a due giorni di distanza, è di sette indagati a piede libero per rissa aggravata e tre testimoni oculari già sentiti in questura la scorsa notte, mentre le indagini della squadra mobile, coordinate dalla pm Paola Conte, proseguono per risalire agli altri soggetti coinvolti nella maxirissa e capire il movente. 


Stranieri, ma tutti con un lavoro regolare

Ignoto il movente, si sa che i tre romeni e i quattro africani – arrestati e rimessi in libertà poche ore dopo dal giudice per la mancanza di flagranza – hanno tutti un lavoro regolare e sono perfettamente integrati. Tre sono in Italia da 4-5 anni. 

Lavorano come braccianti agricoli presso una azienda viterbese i quattro africani: i due senegalesi, di 30 e 31 anni, sono residenti in via Cairoli, mentre coabitano in un appartamento di via Pieve di Cadore, al quartiere Cappuccini, gli altri due, un 24enne del Mali e un 29enne della Costa d’Avorio. 

Convivono in un appartamento in corso Italia e fanno rispettivamente l’autista e l’operaio agricolo, due romeni di 23 e 24 anni, mentre abita a Grotte Santo Stefano il terzo, un trentenne, che di mestiere fa il muratore. 


“Gravi indizi di responsabilità”

Non convalidando il fermo dei sette stranieri, agli arresti domiciliari per una sola notte, il giudice Gaetano Mautone sottolinea nell’ordinanza con cui li ha rimessi in libertà (indagati a piede libero) che “può desumersi che tutti ebbero a partecipare alla violenta rissa e che si ravvisano gravi indizi di responsabilità”. 

A rischio reiterazione del reato, anche per via dei precedenti, tre indagati: il più giovane, l’autista romeno 23enne con precedenti per rissa e guida in stato di ebbrezza, e i due braccianti agricoli senegalesi di 30 e 31 anni, già indagati per una rissa tre immigrati.

Per loro il magistrato ha disposto l’obbligo di firma in questura tre volte alla settimana, il lunedì, mercoledì e venerdì tra le 17 e le 17,30. 


Il precedente: Calci, pugni e sediate tra immigrati

Due dei sette indagati a piede libero per la rissa di lunedì 20 agosto in piazza San Faustino tre anni fa erano rimasti coinvolti in un altro brutto episodio salito agli onori delle cronache per l’allarme sociale creato.

Era il 4 giugno 2015 quando, verso le dieci e mezza del mattino, esplose una rissa tra immigrati presso la sede dell’Arci di via Genova, a Viterbo, in un appartamento al primo piano.



A confrontarsi in maniera veemente furono una decina di richiedenti asilo, tutti d’origine africana, passati dalle parole ai fatti, lanciandosi sedie e prendendosi a calci e pugni, davanti a due responsabili dell’associazione, costretti per riportare la calma a chiedere l’intervento della volante. In due finirono al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, con ferite alle mani e al corpo.

Tutti furono identificati. Indagati per rissa i due trentenni che lunedì sera ci sono ricascati.

Le prove contro i sette indagati

I tre romeni sono stati fermati in strada, uno in via Cairoli e due in piazza san Faustino. Tutti feriti e uno con la maglietta stracciata. Il muratore trentenne di Grotte Santo Stefano ha riportato lesioni giudicate guaribili in 20 giorni, gli altri inferiore a cinque giorni. 

I senegalesi, grazie ai testimoni, due uomini e una donna, li hanno trovati nell’appartamento di via Cairoli, uno con la maglietta verde indicata da uno dei testimoni nel fare l’identikit dello straniero di colore armato di bottiglia. Sono stati loro a indirizzare la polizia verso l’ivoriano 29enne e il malinese 24enne che nel frattempo si erano rifugiati, anche con loro con le magliette stracciate,  nell’appartamento che condividono in via Pieve di Cadore. Feriti in tre, il più grave ha riportato una prognosi di 15 giorni, gli altri due di un paio di giorni. 

Silvana Cortignani


Multimedia: Maxirissa a piazza San Faustino – video

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22 agosto, 2018

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