Viterbo – Ha scritto un pezzo di storia di Viterbo e c’ha messo la firma. L’addio a Giovanni Scuderi, imprenditore nel settore dell’abbigliamento. Novant’anni. I funerali sono stati celebrati oggi pomeriggio, dal vescovo Lino Fumagalli e dal figlio, don Luca, parroco del Salamaro, dove da tempo sta portando avanti con grandi risultati un’opera di integrazione all’interno del quartiere.
Fotocronaca: I funerali di Giovanni Scuderi – Il ricordo del vescovo Fumagalli e don Luca Scuderi
“Stile di vita, e impegno umano e cristiano – ha detto Fumagalli durante l’omelia – Non ho conosciuto l’imprenditore che ha dato lavoro alle persone, ma il cristiano animato da una profonda fede e grande amore per San Francesco e i terziari francescani. Pronto e carico di opere buone. Con un cuore aperto e disponibile nell’aiutare e sostenere gli altri. Una persona generosa con il sorriso sul volto. E noi vogliamo ricordarlo così. E se veramente vogliamo bene a Giovanni, accanto al dolore e alla tristezza, devono esserci anche la speranza e la fede”.
Il ricordo va dunque alla persona. L’imprenditore che ha costruito una grande azienda lo conoscono tutti. Ha resistito ai grandi marchi ed è sempre stato un punto di riferimento. Perfettamente trasversale. Come il tessuto sociale che oggi pomeriggio s’è venuto a comporre dentro la chiesa di San Francesco che per Viterbo è come per Roma San Giovanni in Laterano. La basilica dei Papi. E a San Francesco i Papi c’erano veramente. Bombardati durante l’ultima guerra. La chiesa su per la salita da piazza della Rocca vicino al distretto militare ha rischiato veramente di essere rasa al suolo.
San Francesco è la radice più antica della cristianità a Viterbo dove a tenere banco sono soprattutto gli ordini religiosi. Francescani e agostiniani, a presiedere la messa di Giovanni Scuderi c’era anche un sacerdote agostianiano, sono di fatto i più antichi e radicati. Le Alcantarine stesse, che hanno fatto rinascere il monastero gestito prima dalle Clarisse, vengono da quel mondo lì. Suor Francesca era presente.
“Ho combattuto una buona battaglia. Ho terminato la corsa. Ho conservato la fede. Sono queste le parole di San Paolo che vuoi sulla tua tomba – ha detto il figlio don Luca nel suo intervento -. Sono queste le parole che esprimono di più la tua vita”.
Giovanni Scuderi faceva parte del terz’ordine dei francescani, così come dei cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme che hanno vegliato la bara per tutta la durata del funerale. Una chiesa piena di gente come non la si vedeva da tempo.
Scuderi ha fatto restaurare a sue spese l’organo che accompagna il disegno del presbiterio attorno all’altare maggiore della chiesa.
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