Viterbo – Messa in rito copto dentro la cattedrale di Viterbo. Non era mai accaduto prima. Giornata storica per la diocesi guidata dal vescovo Lino Fumagalli. Passaggio importante per le comunità cattolica e copta lungo il percorso che punta dritto all’unità tra le due chiese.
Multimedia: La storica messa copta nella cattedrale di Viterbo – Video: La messa copta nel duomo di Viterbo
“Siamo fratelli – ha detto Fumagalli – e ci vogliamo bene come fratelli. Camminiamo insieme e insieme testimoniamo Cristo. Il resto verrà”.
La messa inizia alle 8. Di prima mattina. Tutti puntuali. La giornata è storica e solenne. A rappresentare l’assemblea comunale di Viterbo c’è solo il consigliere Giacomo Barelli.
Cattolici e copti. Insieme nel duomo di piazza San Lorenzo. Cuore della roccaforte cattolica nella città dei Papi. Tra il palazzo che ospitò il primo conclave e il colle che un tempo fu d’Ercole e degli etruschi.
Il vescovo dei cristiani d’Egitto è Barnaba Soriani. Parcheggia a Valle Faul e arriva a piazza San Lorenzo con l’ascensore. Terzo piano. Prende posto sull’altare. Attorno a lui il clero copto. Sul leggio della cattedrale i testi di un’altra confessione. Lino Fumagalli si siede ai banchi davanti all’altare. La messa è accompagnata dai canti.
“Quanto sta accadendo oggi – ha commentato poi Barnaba – dichiara la nostra unione in Gesù Cristo. Aspettiamo il giorno in cui l’unione sarà perfetta”.
Fumagalli e Soriani non solo si rispettano, ma si vogliono bene, e si vede. A un certo punto il vescovo Barnaba scende dall’altare e va verso Fumagalli, seduto al primo banco, invitandolo a mettersi accanto a lui. Poco oltre, tra l’altare e la prima fila. Fumagalli accetta ma chiede una sedia diversa rispetto a quella di Barnaba riservando al sacerdote copto quella propria del vescovo. Barnaba se ne accorge e immediatamente dice: “no, no, noi siamo uguali”. E fa portare via la sedia del vescovo. Entrambi si mettono su una specie di sgabello in legno.
Tra i due l’affetto è sincero. “Non è nata soltanto un’amicizia – ha sottolineato Barnaba – ma una vera e propria fratellanza. Quando ci vediamo, mi sento a casa. Per noi è una giornata storica”.
Fumagalli è di buon umore. Attorno a lui ci sono don Emanuele, Luigi e Roberto. Anche i parroci di Montefiascone, Latera e Marta.
“La giornata di oggi – spiega il vescovo di Viterbo – ci dice che la chiesa è una sola. Cristo è il sommo sacerdote. Il vescovo Barnaba ed io lo rendiamo presente. È un’unica eucarestia che rendiamo presente. Un’unica fede che viviamo e professiamo. Un unico impegno che portiamo nel mondo per realizzare il disegno di Dio. Alcune cose non ci trovano ancora perfettamente concordi ma sono secondarie”.
Una volta finita la messa, tutti in visita a Palazzo dei Papi e alle mostre dedicate alle icone copte e ai tesori del faraone Tutankhamon. Infine, colazione in seminario e pranzo al sacco.
“La Chiesa – ha poi aggiunto Fumagalli – è chiamata a dare testimonianza di unità e di impegno al mondo intero. Questa celebrazione testimonia che siamo fratelli e ci vogliamo bene come fratelli. Camminiamo insieme e insieme testimoniamo Cristo. Il resto verrà”.
L’incontro di oggi è stato anche l’ennesimo capolavoro diplomatico targato diocesi, fondazione Caffeina e Società italiana di beneficienza di Eugenio Benedetti. Il tutto con il supporto delle ambasciate italiane ed egiziana a Roma e al Cairo.
A giugno il primo passo. Oggi il terzo. Il secondo sono le due mostre a Palazzo dei Papi. Sull’arte copta e i tesori del faraone Tutankhamon. In corso fino al 28 ottobre.
All’inizio dell’estate è stato Fumagalli a tenere messa. Con rito cattolico e all’interno della chiesa del monastero ortodosso di el-Natrun, in pieno deserto egiziano, a 92 chilometri dal Cairo. Allora fu davanti al vescovo abate Matteo, al capo della chiesa copto ortodossa d’Italia Barnaba Soriani e ai sacerdoti copti del monastero. Con il vescovo di Viterbo che ha indossato l’abito degli ortodossi.
Per l’occasione, la delegazione della diocesi viterbese, formata dal vescovo, don Emanuele Germani, don Roberto Fabiani di Marta, padre Terence di Latera e una cinquantina di pellegrini, inaugurò pure il nuovo itinerario sulle orme della fuga in Egitto della Sacra Famiglia. Infine, sempre a giugno, i sacerdoti viterbesi incontrarono il ministro del turismo egiziano Rania Al-Mashat a conclusione del viaggio.
Oggi lo storico scambio di ruoli. Messa copta in terra cattolica. Per continuare, con la benedizione della Farnesina, il lavoro di consolidamento dei rapporti con il governo egiziano del presidente al-Sisi.
Dopo la primavera araba e la caduta dei regimi del nord Africa, compreso quello del generale Mubarak, i governi italiano ed egiziano hanno visto di fatto raffreddare le loro relazioni. Compito di tutta l’operazione, che vede la diocesi di Viterbo tra gli attori di picco, è quello di ristabilirle, sondando prima terreno e possibilità. Con uno Stato che, dopo Sadat e il suo storico discorso alla Knesset israeliana alla fine degli anni ’70, e il successivo riconoscimento di Israele, è diventato la porta d’ingresso e di dialogo tra mondi arabo e occidentale. Con la chiesa copta, in conflitto con le frange più estreme dell’islam, a far da snodo e da cerniera.
Un percorso che, oltre alla diocesi di Fumagalli, vede protagonisti assoluti la Fondazione Caffeina di Andrea Baffo e la Società italiana di beneficienza presieduta da Eugenio Benedetti, altro tassello decisivo di tutta quanta l’operazione, che hanno entrambi assisto alla messa in cattedrale.
Fratello di Gaetano, specialista mondiale nel campo della psicoterapia delle psicosi, e Calogero, massimo progettista italiano di opere in cemento armato, Eugenio Benedetti ha costruito la sua carriera imprenditoriale viaggiando e portando a termine contratti in molti Paesi come Russia, Cina, Angola, Afghanistan, Canada, Argentina e India. Ai tempi della guerra fredda. È stato poi uno dei pochi occidentali a operare nei Paesi socialisti dell’est Europa.
“C’è una collaborazione in atto tra queste due chiese sorelle – ha dichiarato infine Benedetti -. Le differenze teologiche tra cattolici e copti praticamente non esistono. Esistevano delle differenze politiche che grazie al Vaticano stanno scomparendo”.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY