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Tarquinia - Presentato al palazzo comunale il restauro del capolavoro dell’arte figurativa etrusca - FOTO

Tomba degli scudi, un gioiello artistico restituito alla città

di Daniele Aiello Belardinelli
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Tarquinia - La tomba degli Scudi

Tarquinia – La tomba degli Scudi

Tarquinia - La tomba degli Scudi

Tarquinia – La tomba degli Scudi

Tarquinia - La tomba degli Scudi

Tarquinia – La tomba degli Scudi

La soprintendente Margherita Eichberg

La soprintendente Margherita Eichberg

La vicesindaca Martina Tosoni

La vicesindaca Martina Tosoni

La capodelegazione Fai Viterbo Lorella Maneschi

La capodelegazione Fai Viterbo Lorella Maneschi

Valeria Grili, capo delegazione Fai Lazio

Valeria Grili, capo delegazione Fai Lazio

Tarquinia – Un tesoro artistico restituito alla città. È la Tomba degli scudi, gioiello dell’arte figurativa etrusca.

Questa mattina nella sala consiliare del palazzo comunale la presentazione del restauro realizzato grazie al contributo de I luoghi del cuore, il censimento promosso da Fai in collaborazione Intesa Sanpaolo. Nel 2014 la tomba che celebra le virtù e il rango dei Velcha, raffigurando il momento della partenza del defunto verso l’oltretomba e il banchetto funebre cui partecipano idealmente tutti i membri della famiglia, è stata votata da 5.681 persone.Ad aprire gli interventi la vice sindaca Martina Tosoni.

Fotogallery: La tomba degli Scudi

“È un orgoglio essere qui. – ha detto – A nome dell’amministrazione ringrazio per averci dato la possibilità di offrire il nostro sostegno. Tarquinia ha un patrimonio culturale inestimabile che va tutelato e conservato. Il restauro e la fruizione della tomba deve essere un primo passo per tanti altri progetti di recupero e valorizzazione”.

Quindi la soprintendente (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale)Margherita Eichberg. “Presentiamo il restauro ma anche la riapertura della tomba. – ha affermato – Una tomba importante della necropoli. Una tomba che rappresenta una fotografia della vita quotidiana degli etruschi. La sua apertura amplierà l’offerta culturale. Ben vengano queste iniziative che aprono gli occhi dei cittadini sul bisogno vero del nostro passato. Quello di essere tenuto in piedi, oltre che studiato, restaurato e reso fruibile. Abbiamo un’emergenza di tipo conservativo e spesso inseguiamo il numero dei visitatori, dimenticandoci che molte nostre eccellenze rischiano di essere perdute”.

Un saluto veloce della presidente regionale Fai Valeria Grilli: “Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con l’amministrazione comunale. Ricordo la prima apertura di una tomba etrusca nel 2014 per le Giornate di primavera. Fu un successo travolgente. Da lì è nata la candidatura della Tomba degli scudi”.

A seguire la responsabile de I luoghi del cuore Federica Armiraglio. “Negli anni questa iniziativa ha raccolto più di 5 milioni di voti per 37mila siti – ha dichiarato -. È la più importante mappatura italiana spontanea di luoghi da preservare. E non è fatta da tecnici, ma dalle persone. Il censimento è un ponte con i cittadini, che chiedono di salvare un luogo perché simbolo di un paese o perché nella memoria collettiva. La settimana scorsa ci è arrivata la lettera di un bambino di 7 anni dove chiedeva di salvare un castello che crolla, dopo averlo visto con la nonna. Ci ha commossi”.

Per Lorella Maneschi, capodelegazione Fai Viterbo “la Tomba degli Scudi è stata una questione di “cuore”. Siamo riusciti a raggiungere questo importante traguardo. È stato fatto un’eccezionale lavoro di squadra tra istituzioni, aziende e privati cittadini. Uno sforzo economico ulteriore lo ha fatto la Soprintendenza per completare il restauro”. Infine la restauratrice Chiara Arrighi, che insieme alla collega Maria Cristina Tomassetti, ha curato l’intervento di recupero.

“Spazi chiusi come le tombe etrusche hanno condizioni ambientali particolari. – ha sottolineato – Condizioni che creano nel corso del tempo fattori di degrado. La principale problematica era la copertura delle pareti con patine bianche biologiche. Abbiamo eliminato queste patine. Sotto abbiamo trovato una superficie con ampie lacune. Il restauro ha avuto finalità conservativa e di consolidamento e, allo stesso tempo, quella di restituire la leggibilità alle scene dipinte”.

 
Daniele Aiello Belardinelli


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16 settembre, 2018

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