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Cinema - Iniziate ieri le riprese della serie televisiva che andrà in onda su Rai 2 tra qualche settimana - Protagonista l'attore britannico nei panni di Lorenzo il magnifico

Un giorno con i Medici: attori, comparse e… Daniel Sharman

di Daniele Camilli
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Viterbo – Entrano gli attori in scena come un esercito, di strani soldati, appena usciti da un concerto punk dei Clash, a Bologna, nei primi anni ottanta. Voce e chitarra ritmica l’attore Daniel Sharman, nei panni di Lorenzo, Joe Strummer, dei Medici. 

È invece Viterbo, appena ieri. Nel XXI secolo, per raccontarne, tuttavia, un altro. Il XV, quello dei Medici a Firenze. Oggi, nella città dei Papi. Per girare alcune scene della serie televisiva anglo-italiana di produzione internazionale creata da Frank Spotnitz, celebre per il suo contributo a X Files, e Nicholas Meyer.

La serie televisiva Medici è diretta da Sergio Mimica-Gezzan e andrà in onda in autunno su Rai 2. Seconda stagione.


Multimedia: Sul set dei Medici – Video: Il set dei Medici


 Gli attori s’affacciano prima su Piazza della Morte. Molte le comparse viterbesi. Altrettante quelle romane, più smaliziate. Arrivano tutte quante insieme. Proletariato in scarpe da ginnastica nei panni del quarto stato alle soglie dell’umanesimo. Ragazze e ragazzi, quaranta, cinquanta e sessantenni, Silvio D’Amico e scuola di cinematografia. Ottanta euro al giorno. Lavoratori dello spettacolo. Tecnici, ragazzi di bottega e runner. Quelli che sul set si fanno un culo così per arrivare a sera, standosene dietro le quinte a faticare. Ieri a piazza San Lorenzo erano in tanti. Ed era tanta bella gente. 

Un film nel film, un set stupendo di persone gentili. Un corteo di soldati, nobili e straccioni. Dalla piazza al ponte, fino a Palazzo dei Papi. In mezzo tanti universi, a se stanti, in attesa dell’avvio delle riprese. Chi si mette sui gradini della Asl e chiacchiera. Chi scherza e chi ride, col pranzo al sacco dentro una busta verde. E l’acqua con la scritta “Medici. The magnificent. Naturale”.


Viterbo - L'attore Daniele Sharman

Viterbo – L’attore Daniele Sharman

Viterbo - Le riprese del film Medici


“Sono un israelita”, dice uno di loro. Per 5 minuti si parla di conflitti, Mossad e territori occupati. Un altro, sbracato, a sinistra del ponte, sembra Socrate, nell’agorà, a ragionare del più e del meno con un tizio che rassomiglia al Cristo del vangelo secondo Matteo di Pasolini, soltanto un po’ più vecchio e trasandato.

Secondo uno studio della Cgil, sono circa 250 mila i lavoratori dello spettacolo in Italia. Il gruppo più numeroso è quello degli attori (20.6%). Seguono a distanza gli impiegati alle dipendenze di imprese dello spettacolo (12%).

Daniel Sharman è il protagonista. Lorenzo dei Medici. È stato uno degli attori di Fear the walking dead. Prequel di Walking dead. Che per i cultori della materia è come dire “per favore non aggiungere altro. Punto e basta”. Due capolavori. 

Sharman, attore britannico dell’86, è anche noto per il ruolo di Ares nel film Immortals e di Isaac Lahey nella serie televisiva Teen Wolf.

È la star del giorno, ma sta lì ad aspettare, come tutti gli altri. Sale la scalinata di piazza San Lorenzo con un ombrellino per pararsi dal sole che altrimenti scioglierebbe il trucco. È concentrato e non dice una parola. Si siede a un palmo dal naso, da chiunque. Tant’è che a pranzo si confonde in mezzo a tutti gli altri. 

Il resto del cast dei Medici è di caratura internazionale. Sean Bean è Jacopo de Pazzi, Raul Bova Sisto IV e Alessandra Mastronardi l’amante di Lorenzo. 


Viterbo - Le riprese del film Medici

Viterbo – Le riprese del film Medici

Viterbo - Le riprese del film Medici


Chiunque incontri chiede di essere fotografato, e dove poi usciranno le foto. “Fammela senza cuffiette”, chiede un giovanotto sulla ventina tale e quale a Marlon Brando nel film Queimada di Gillo Pontecorvo. Un ragazzo bellissimo.

Sullo sfondo ci sono poi la cattedrale di Viterbo e il campanile. Attorno, un mercatino a chilometro zero di sette secoli fa e tre pecore belle grosse, che una comparsa fa finta di trafiggere a spiedino colla spada perché la foto che gli si stava facendo sarebbe venuta meglio se sullo sfondo ci fossero stati carretto in legno e colle del duomo. Poi s’è messo di nuovo in posa, e se ne è fatta fare un’altra. È siciliano, simpatico, della provincia d’Agrigento.

I cardinali in rosso si appoggiano alle porte in bronzo della cattedrale fatte da Roberto Joppolo. Palazzo dei Papi e mostre su icone egizie e Tutankhamon restano aperti. “Azione, via, fuori. Possiamo chiudere le porte?”. Le ragazze di Archeoares gestiscono ogni cosa. Dai turisti, che se la godono, allo staff del film, cortese e interessato al posto in cui si trova, che chiede anche se quella che vede è veramente la sala del conclave.

Attori e comparse stanno gli uni accanto agli altri. In rispetto sacrale. Volti che coincidono col peperino. Voce della pietra e selvaggia chiarezza. Chi allontana dal set o chiede di starsene fuori dall’inquadratura accompagna, senza imporre. Proponendo la via d’uscita. Con una maestria tale, che come si fa a dire di no.


Viterbo - Le riprese del film Medici

Viterbo - Le riprese del film Medici


Siamo nel 1470, vent’anni dopo i fatti della prima stagione. Piero dei Medici e Lucrezia sono a capo della famiglia. Dopo un attentato alla vita di Piero, Lorenzo prende il posto del padre prima del previsto. La sua amicizia con Botticelli darà vita ad alcuni dei più grandi capolavori della storia dell’arte. Dovrà però rinunciare all’amore per Lucrezia Donati, accettando invece in nozze la nobile romana Clarice Orsini. La guerra contro Papa Sisto IV e la congiura dei Pazzi segneranno la fine di uno dei primi despoti illuminati d’Europa. Seguiranno Savonarola, banche, repubblica e Michelangelo.


Viterbo - Le riprese del film Medici


Infine, poco oltre il ponte, che porta all’ospedale vecchio, dove ogni tanto la scena consiste in soldati che se le danno di santa ragione, mucchi di genti e di cose. Il film nel film che mentre aspetta il ciak, mette in scena, senza rendersene conto, l’altro film. Quello della Viterbo di fine quattrocento, dove tra le comparse incontri anche tizio e caio che ti chiedono sempre la sigaretta per strada e te la chiedono pure sul set. Vestiti però come lo sarebbero stati se fossero vissuti nel medioevo.

Mentre sulle scale, che portano al duomo, il gruppetto di dame, mercenari e cardinali sembra quasi un western all’italiana. Tra paglia, cespugli e cavalli. Con le spade appese ai cinturoni, appesantiti dalle pallottole, e in posa. Come Bette Davis. Con le mani appoggiate alla cintura, in via della povertà. 

Daniele Camilli


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25 settembre, 2018

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