Viterbo – Casapound-Pd. Bruno Astorre risponde e prova a fare chiarezza direttamente sulla sua pagina Facebook.
Fotogallery: Bruno Astorre presenta la sua candidatura
“Pur ringraziando per l’attenzione chi ha riportato la cronaca di un incontro pubblico che con tanti amici democratici ho avuto martedi sera a Viterbo – ha scritto il candidato alla segreteria regionale del Partito democratico – va detto che il mio ragionamento è stato evidentemente più ampio e articolato e che la mia iperbole su Casapound era da incorniciare con virgolette enormi. Comunque, è giusto anzi doveroso che io faccia chiarezza in particolare su questa provocazione. Considero Casapound un’organizzazione nazi-fascista, che andrebbe chiusa e messa al bando perché è una fabbrica di odii, dall’antisemitismo alla xenofobia in un brodo di sottocultura che si muove sulle paure sociali, sui disagi e come abbiamo visto da numerose inchieste non solo di alcune Procure d’Italia anche da inchieste giornalistiche che hanno fatto luce non solo sui metodi, ma anche sul business che fa capo ai vertici dell’organizzazione. E’ evidente che Casapound è lontana chilometri dai miei valori, dalla mia cultura e dalla mia visione di una società democratica.
Il mio riferimento – prosegue Bruno Astorre – che capisco possa aver offerto una lettura sorprendente del ragionamento espresso a Viterbo, era relativo alla presenza quotidiana tra le persone. Il Pd, come è stato denunciato da più parti in questi anni, ha dato troppo l’impressione di andare col cachemire e meno con le scarpe impolverate a fianco delle persone. Essere percepiti come elite, che ogni tanto scende tra il ‘popolo’ e fa la grazia di ascoltarlo. Io sottolineavo questo, aver perso per tanti motivi che ho ben chiari, l’umiltà, la sensibilità, il piacere di essere parte delle nostre comunità. Chi mi conosce, e vengo spesso preso in giro per questo, sa quanto sia presente sui territori, quanto segua da vicino le istanze dei sindaci, degli amministratori così come dei cittadini che legittimamente cercano un confronto, un dialogo e giustamente anche di capire meglio l’attività del Pd che cerca ogni giorno di denunciare le nefandezze del governo di Salvini e Di Maio”.
Parole di chiarimento che tuttavia non evitano la bufera nel partito. Ieri sera il candidato a segretario dei democratici del Lazio, intervenendo a un incontro organizzato alla Corte delle Terme a Viterbo, ha invitato il Pd, a “imitare Casapound per il loro modo di stare in mezzo alla gente”. Il 25 novembre ci saranno invece le primarie per la conquista del partito regionale. Quel giorno gli avversari di Astorre saranno Claudio Mancini e Andrea Alemanni.
Ed è stato proprio il primo a puntare subito il dito contro Astorre. “A forza di essere subalterni agli argomenti della destra – ha detto Mancini ripreso dal quotidiano la Repubblica – si finisce per parlare bene di Casapound”.
Durissimo il consigliere regionale del Pd Emiliano Minnucci. “Le parole del senatore Astorre – ha commentato Minnucci – riportate da Tusciaweb e riferite ieri sera in occasione di un’iniziativa politica a Viterbo, lasciano pressoché basiti. Soprattutto perché pronunciate da chi ha l’ambizione di ricoprire, in questo particolare momento storico, il ruolo di segretario regionale del partito democratico. Pensare che il nostro partito debba prendere esempio dai fascisti è una cosa che non sta né in cielo e né in terra: i diritti civili sono un tema su cui battersi sempre al fine di garantire valori come eguaglianza e libertà che rappresentano le pietre miliari della nostra storia, della nostra cultura e, inevitabilmente, del nostro partito. Le parole del senatore Astorre, riportate da Tusciaweb e riferite ieri sera in occasione di un’iniziativa politica a Viterbo, lasciano pressoché basiti. Soprattutto perché pronunciate da chi ha l’ambizione di ricoprire, in questo particolare momento storico, il ruolo di segretario regionale del partito democratico. Pensare che il nostro partito debba prendere esempio dai fascisti è una cosa che non sta né in cielo e né in terra”.
Minnucci fa inoltre riferimento a un altro passaggio di Astorre. Il candidato alla segreteria regionale, ieri sera alla Corte delle Terme, ha anche dichiarato che “come diceva poi Ugo Sposetti (ex senatore Pd ndr) i diritti civili sono roba da Parioli, non del popolo”. Aggiungendo che “non aveva tutti i torti”.
“I diritti civili – ha replicato il consigliere alla Pisana – sono un tema su cui battersi sempre al fine di garantire valori come eguaglianza e libertà che rappresentano le pietre miliari della nostra storia, della nostra cultura e, inevitabilmente, del nostro partito”.
Stessa posizione per Luciano Nobili, compagno di partito di Astorre. “Spero davvero che Bruno Astorre voglia smentire le dichiarazioni riportate da Tusciaweb e pubblicate sulla sua pagina fb – ha detto infatti Nobili -. Perché è evidente che chi dice che dobbiamo prendere esempio dai fascisti, non può fare il segretario regionale del Pd”.
Daniele Camilli
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