Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Bruno Astorre ha presentato il programma per conquistare la segreteria regionale del Partito democratico

“Dovremmo imitare Casapound per il modo di stare in mezzo alla gente”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:


Viterbo - La presentazione della candidatura di Bruno Astorre

Viterbo – La presentazione della candidatura di Bruno Astorre

Viterbo - La presentazione della candidatura di Bruno Astorre

Viterbo – La presentazione della candidatura di Bruno Astorre

Viterbo - Bruno Astorre

Viterbo – Bruno Astorre

Viterbo - Alessandro Mazzoli, Bruno Astorre ed Enrico Panunzi

Viterbo – Alessandro Mazzoli, Bruno Astorre ed Enrico Panunzi

Viterbo - Bruno Astorre

Viterbo – Bruno Astorre

Viterbo - Francesco Serra

Viterbo – Francesco Serra

Viterbo – “So’ fascisti, è vero, ma tante volte dovremmo imitare Casapound per il loro modo di stare in mezzo alla gente”. Parole semplici. Schiette. Lapalissiane. A dirle è stato Bruno Astorre, candidato alla segreteria regionale del Partito democratico del Lazio alle primarie del 25 novembre. Ieri sera, a Viterbo. Alla Corte delle Terme, lungo la strada che porta a Castel d’Asso.


Fotogallery: Bruno Astorre presenta la sua candidatura


In sala tantissime persone. Ai congressi di circolo della Tuscia Astorre ha preso il 62% dei consensi, attestandosi oltre il 60 in tutta la regione. A decidere saranno però le primarie, quando gli avversari di Astorre si chiameranno Claudio Mancini e Andrea Alemanni.

“Come diceva poi Ugo Sposetti – ha proseguito il candidato alla segreteria regionale del Pd – i diritti civili sono roba da Parioli, non del popolo. E non aveva tutti i torti. La gente ha anche bisogno di sicurezza. Un tema che non possiamo lasciare solo alla Lega di Matteo Salvini. La sicurezza in casa propria e per strada è un problema che le persone sentono. In politica, sicurezza e lavoro devono essere gli argomenti principali. Trump negli Stati Uniti c’ha vinto le elezioni”.

Accanto ad Astorre, al tavolo della presidenza, ci sono anche il consigliere regionale Enrico Panunzi, Emanuela Benedetti, candidata alla segreteria provinciale all’ultimo congresso, l’assessora alle politiche sociali della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli, l’ex deputato Alessandro Mazzoli e il consigliere comunale Francesco Serra. Panunzi, Mazzoli e Serra sono stati sospesi dal partito per non aver sostenuto la candidatura di Luisa Ciambella alle scorse amministrative per la carica di sindaco della città dei Papi. I primi due sono stati sospesi per sei mesi, Serra, come lui stesso ha ribadito, “sine die”. Il dente è avvelenato e si sente. Per tutta la durata dell’incontro.

“Che colpa può avere uno come Enrico – ha detto Astorre parlando di Panunzi – se non quella di impegnarsi e vincere costantemente le elezioni?”. 

“Unità, umiltà, umanità”. Queste le parole chiave di Astorre scritte su manifesti che ne accompagnano la candidatura. “Le fondamenta – ha detto Bruno Astorre – del modello Lazio di Nicola Zingaretti che in questi anni ha costruito una coalizione ampia e plurale”.

Bruno Astorre, laurea alla Luiss di Roma e un tempo militante democristiano, è stato consigliere regionale della Margherita e assessore ai lavori pubblici del governatore del Lazio Piero Marrazzo, “orgoglioso di averne fatto parte”. Nato a Roma, vive a Frascati. Ha anche una compagna di Grotte di Castro. “La terra dei patatari”, ha sottolineato più volte Astorre.

Umiltà. “Non dobbiamo essere arroganti, perché poi la gente ce la fa pagare. Non sarò un segretario regionale di parte – ha spiegato Bruno Astorre -, ma un segretario che apre le porte assicurando a tutti la possibilità di concorrere e fare le proprie valutazioni. In maniera leale e democratica. L’inclusione innanzitutto, perché umiltà significa saper ascoltare le persone, il tuo popolo”.

Unità. “Un valore importantissimo – ha evidenziato il candidato segretario -. La linea del partito deve essere la linea di tutti. Non è possibile che tra il centralismo democratico di una volta e l’anarchia assoluta non riesca a trovarsi una via di mezzo”.

Infine, sguardo rivolto anche allo statuto del partito. “Va cambiato – ha concluso Bruno Astorre -. Il segretario va eletto solo dagli iscritti al partito. Punto”.

Il 25 novembre urne aperte in tutto il Lazio. Potranno votare tutti. Anche chi col Pd non centra niente. 

Daniele Camilli

 

 


Condividi la notizia:
31 ottobre, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/