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“Il volto di mia figlia non c’era più, cosa le è successo?”

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Amalia Voican

Amalia Voican

Roma - La casa dove è stato trovato il corpo di Amalia Voican

Roma – La casa dove è stato trovato il corpo di Amalia Voican

Roma - La casa dove è stato trovato il corpo di Amalia Voican

Roma – La casa dove è stato trovato il corpo di Amalia Voican

I genitori di Amalia Voican

I genitori di Amalia Voican

Corchiano – “Amalia potrebbe essere morta di overdose, lo so benissimo e lo accetterei. Ma voglio sapere cose le è successo”. Viorica Ferent ha la voce tremante mentre, tramite Fanpage, chiede di sapere come e perché sua figlia è deceduta. È la mamma di Amalia Voican, la 21enne scomparsa per due mesi e poi trovata cadavere il 2 maggio scorso. In un rifugio improvvisato nel centro della Capitale, con gli animali che per settimane le hanno mangiato il corpo. “Mia figlia – racconta la madre – non aveva più i denti e sul suo viso non era rimasto neanche un pezzettino di pelle. Ho potuto vedere come era ridotta solo attraverso le foto, ma è stato terribile”.

L’autopsia sul cadavere di Amalia è stata eseguita a fine giugno, ma a quattro mesi di distanza le cause della morte sono ancora ignote. “Siamo in attesa degli esiti degli accertamenti medico-legali e tossicologici, e dovrebbero arrivare da un momento all’altro”, sottolinea l’avvocato Marco Valerio Verni. Già legale della famiglia di Pamela Mastropietro, la giovane romana uccisa, fatta a pezzi e chiusa in due trolley poi abbandonati nelle campagne di Macerata, l’avvocato Verni rappresenta anche i genitori di Amalia.

Oggi la 21enne riposa in Romania. È il suo paese natale, ma aveva vissuto anche a Corchiano e a Civita Castellana. “Io e il mio ex marito – dice Viorica Ferent – siamo romeni, ma abbiamo vissuto vicino Roma per tanti anni. Siamo arrivati in Italia quando Amalia aveva solo tre anni. Qui ha trascorso la sua infanzia e la sua adolescenza, e di questo paese aveva tanta nostalgia”.

Stanche di aspettare e a chiedere a gran voce risposte, ci sono anche le amiche della 21enne. Romina Cecora su tutte, che insieme alla compagna Caterina Franczak ha sporto la denuncia di scomparsa per poi rivolgersi alla trasmissione di Rai 3 Chi l’ha visto? per ritrovare Amalia. “Scompare un mese e dopo aver smosso mari e monti per arrivare in tv viene trovata dentro una coperta con il volto sfigurato e in stato di decomposizione. A Roma, quartiere San Giovanni, con la gente che dormiva vicino a lei in una casa in costruzione abitata da clandestini – si legge in un post su Facebook -. Causa del decesso? Soffocamento, ma a quanto pare stanno ancora aspettando gli esami tossicologici dopo mesi mesi. Perché è nell’ombra? Forse perché non era italiana? Perché non aveva una vita come avrebbe dovuto averla? Meritava tutto ciò?

Desirée 16 anni, Pamela 20 anni. Le conoscete tutti. Amalia Voican? – continua il post -. In pochi sanno la sua storia, simile a quella delle ragazze citate sopra. Che si deve fare per avere giustizia anche per lei? Che bisogna fare per sapere chi le ha fatto del male? Femminicidi ovunque, ma la verità si scopre solo se sei italiano. Se ti chiami Amalia Voican passano invece mesi e mesi, e chi le ha fatto del male potrebbe essere libero. In giro, a fare quello che faceva di solito. Senza rimorsi, senza sensi di colpa. Chi deve lottare per te? Bisogna fare una protesta fuori la questura? Che bisogna fare per sapere la verità dopo mesi, mesi e mesi? Che dobbiamo fare? Fidatevi, noi continuiamo ad andare avanti a spingere queste indagini. Giustizia, giustizia, giustizia. L’avrai amore mio, dovesse cascare il mondo”.


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