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Viterbo - Socrate Sensi e la storia di una famiglia, dal primo magazzino in piazza della Rocca alle Terme dei Papi - Tre generazioni di imprenditori - "Un precursore - disse di lui Pertini - con un eccezionale spirito d'iniziativa" - Il racconto del figlio Fausto - FOTO

“Ai miei figli il compito di realizzare i sogni rimasti nel cassetto”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Socrate Sensi

Viterbo – Socrate Sensi

Viterbo - Le nuove Terme dei Papi

Viterbo – Le nuove Terme dei Papi

Viterbo - Alessandra Sensi

Viterbo – Alessandra Sensi

Viterbo - Fausto Sensi

Viterbo – Fausto Sensi

Viterbo - Il convegno alle Terme dei Papi

Viterbo – Il convegno alle Terme dei Papi

Viterbo - La piscina delle Terme dei Papi

Viterbo – La piscina delle Terme dei Papi

Viterbo - L'incontro alle Terme dei Papi

Viterbo – L’incontro alle Terme dei Papi

Viterbo - L'incontro alle Terme dei Papi

Viterbo – L’incontro alle Terme dei Papi

Viterbo - Le nuove Terme dei Papi

Viterbo – Le nuove Terme dei Papi

Viterbo – “Una cosa è certa. Ce l’ho messa tutta e spero di aver trasmesso ai miei figli il mio stesso entusiasmo”. Parole di Socrate. Non il filosofo, ma Sensi. “Un uomo – come l’ha definito il figlio Fausto – che pensava oltre”. E che col filosofo condivise una cosa. Probabilmente la più importante. Sapeva di non sapere. Ha conosciuto se stesso e ha fatto della sua vita “un’impresa”. Storica. Non solo per figli e nipoti. Anche per la città.


Fotogallery: La storia di Socrate SensiIl progetto per le “nuove” Terme dei Papi


E lo ha fatto partendo dal nulla e dalla guerra. Più di settant’anni fa. Gli ultimi venticinque, alle Terme in strada Bagni.

Un “precursore di nuove attività imprenditoriali, sempre attento alle esigenze del mercato. Sensibile e sempre partecipe ai problemi umani e sociali”. Così lo definì Sandro Pertini, presidente della Repubblica, conferendogli il titolo di Cavaliere del lavoro, nel 1979.

Infine il “sogno” di una città termale. L’eredità lasciata ai figli.

Ieri sera la sua famiglia era al completo. L’occasione è stata la “XVII Settimana della Cultura d’impresa”, manifestazione nazionale di Confindustria. Dal 9 al 23 novembre. per promuovere e coordinare la realizzazione di iniziative aperte al pubblico. La “Settimana” è stata inoltre inserita tra le manifestazioni dell’anno europeo del patrimonio culturale 2018. Il fare impresa come tratto indennitario dell’essere europei. 

Alla pronipote Alessandra il compito di aprire i lavori. Al figlio Fausto quello di ricordare il padre e la storia di una grande azienda. Sono entrambi emozionati. Fausto Sensi si toglie e rimette gli occhiali di continuo. Alessandra, ventinove anni compiuti a settembre, è la nuova generazione.

“La terza – ha detto a chiusura del suo discorso – a credere nello sviluppo termale di Viterbo. Con tutta l’intenzione di continuare a investire sul territorio”. Modera e passa la parola. Introduce i relatori e tiene i tempi. Davanti a lei famiglia, istituzioni, Unindustria, camera di commercio, politica, consiglieri, assessori, sindaci, imprenditori, uomini e donne del personale delle terme. 

Ci sono Domenico Merlani, che presiede l’ente per il commercio di via Fratelli Rosselli, il consigliere regionale Enrico Panunzi, gli imprenditori Andrea Belli e Sergio Saggini, il grosso di Unindustria, Massimo Mecarini del Sodalizio che qui ha fatto il bagnino prima di partire militare e laurearsi in scienze politiche alla Sapienza con una tesi di diritto agrario. In lingua tedesca. C’erano anche il consigliere Giulio Marini e il sindaco Giovanni Arena, gli assessori Paolo Barbieri, Enrico Contardo e Alessia Mancini, il prefetto Giovanni Bruno.

“Mio padre Socrate – ha ricordato a tutti Fausto Sensi – in questa città ha aperto otto supermercati, l’Okay, il Cash & Carry, il primo discount, un centro distribuzione di 7 mila metri quadrati e 10 supermercati affiliati nella Tuscia”. Mezzo secolo di storia a Viterbo.

“Mostrare per vendere”. È stato questo il primo passo fatto da Socrate Sensi e dalla sua famiglia. In una piccola bottega del legno. Allestita però per attirare l’attenzione. Il marketing prima che s’inventassero il marketing. Sicuramente, per Viterbo, una novità dirompente. Arriva poi il magazzino all’ingrosso in piazza della Rocca. Per rifornire i commercianti. “Viaggiatori che andavano verso la clientela”, come li ha definiti Fausto Sensi. Una vera e propria epopea familiare, raccontata ieri pomeriggio con un lessico che lo è stato altrettanto. Passando per la sede aperta in via Mazzini, dove sta il Collegio di San Giovanni. Infine, il grande magazzino in via Marconi, dove ancora adesso c’è il supermercato che fa angolo. Ma ancora prima, un passo indietro. La ditta Fulli e Sensi. La Fulsen. In via della Pace 35. Telefono 24.69. Quando non c’era ancora bisogno di mettere il prefisso. “Erano magazzini all’ingrosso – ha continuato a raccontare Sensi -. Mercerie, filati, giocattoli, profumeria, ombrelli. Per Socrate Fulli è stato come un secondo padre. Da lui ha imparato molto”.

Una combinazione che Socrate Sensi ripeterà poco dopo. In via Marconi. Supermercati CiFaM. Ma questa volta i nomi sono quelli dei figli. Carlo, Fausto, Alessandro e Marco.

“Mio padre fu anche il primo a movimentare Viterbo”, ha aggiunto il figlio. Inventandosi di fatto il primo Christmas Village della città dei Papi. “A via Marconi portò babbo Natale su una carrozza d’oro”. Sempre il primo passo, “mostrare per vendere”, portando le persone a spendere. Però con una strategia in testa. E senza mai separare la crescita dell’azienda dallo sviluppo della città.

Il secondo supermercato è del 1965, in via Montenevoso. Poi il salto di qualità. Enorme. L’Okay, tra la zona del Riello e il Pilastro, a ridosso dello stadio e di via della Palazzina. nel 1972. Due anni dopo apre il Cash & Carry. “L’Okay – ha detto Fausto Sensi – è stato il primo monumento alla grande distribuzione”. Ed è vero.

Nel curriculum di Socrate Sensi c’è anche la Macchina di Santa Rosa “Armonia Celeste”. Dal 1986 al 1990. E lui stesso, anni prima, era stato facchino.

Poi le Terme dei Papi. Dagli anni novanta. L’atto imprenditoriale più prestigioso. “Un’impresa – ha detto Fausto Sensi – su cui mio padre ha investito tutte le sue energie. Per conservare, valorizzare, sviluppare”. La storia, l’azienda e la città. Una struttura comunale, “gestita al servizio di Viterbo”. Terme d’epoca romana, dove sono passati papi, Dante Alighieri e Michelangelo Buonarroti. 

“Quando Socrate prese in gestione le terme – ha ricordato Sensi – c’erano 14 dipendenti. Oggi siamo in duecento”. Con oltre 350 mila trattamenti termali alle spalle. Un mondo fatto di cure termali, diagnostica, piscine, trattamenti, medicina estetica, hotel e benessere in generale. “Una macchina – ha sottolineato Fausto Sensi – che non è ancora a regime”.

C’è infatti un altro progetto. Presentato proprio da Fausto Sensi ieri sera. “Una nuova piscina, con altre caratteristiche e meno consumo di acqua. Coperta per 1700 metri con una parte all’aperto. L’obiettivo è anche quello di potenziare le strutture e aprire una palestra accanto alla piscina”.

Alle spalle di Fausto e Alessandra, passano le foto della storia dei Sensi. Socrate è centrale, in ogni scatto. In fondo la piscina. Piena di gente. 

“Guardando al passato – ha lasciato scritto Socrate Sensi in un suo libro, “Come raccontando” – mi ritengo soddisfatto. Anche se avrei voluto fare di più. Una cosa è certa. Ce l’ho messa tutta e spero di aver trasmesso ai miei figli il mio stesso entusiasmo. Non è forse vero che i sogni si possono realizzare al solo grido di ‘volere è potere’? Lascio ai miei figli il compito di realizzare quelli rimasti nel cassetto”. La città termale.

Infine, per Socrate, il riconoscimento più alto. La nomina a Cavaliere del lavoro direttamente dal Presidente Sandro Pertini. Il 2 giugno 1979, giorno del 33esimo anniversario della Repubblica. La motivazione. La legge Fausto Sensi. “Autodidatta, con un eccezionale spirito d’iniziativa, precursore di nuove attività imprenditoriali, sempre attento alle esigenze del mercato. Sensibile e sempre partecipe ai problemi umani e sociali”.

Un uomo d’altri tempi che, come ha ricordato il figlio, “pensava oltre”.

Daniele Camilli


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15 novembre, 2018

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