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Economia - Vincenzo Fiorillo durante la presentazione della Banca Lazio Nord, che mette insieme Ronciglione, Barbarano Roma e Viterbo

“Con questa fusione saremo più presenti e più forti…”

di Alessandro Castellani
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Banca Lazio Nord - Vincenzo Fiorillo e Massimo Caporossi

Banca Lazio Nord – Vincenzo Fiorillo e Massimo Caporossi

Presentazione banca Lazio Nord - Umberto Fusco

Presentazione banca Lazio Nord – Umberto Fusco

Presentazione banca Lazio Nord - Giovanni Arena

Presentazione banca Lazio Nord – Giovanni Arena

Presentazione banca Lazio Nord - Giovanni Bruno

Presentazione banca Lazio Nord – Giovanni Bruno

Presentazione di banca Lazio Nord

Presentazione di banca Lazio Nord

Presentazione di banca Lazio Nord

Presentazione di banca Lazio Nord

Viterbo – “Comunque vada, sarà un successo”. Entusiasmo e fiducia alla presentazione ufficiale della fusione tra la banca di credito cooperativo di Viterbo e quella di Ronciglione e Barbarano Romano.


Fotogallery: Presentazione banca Lazio Nord


Banca Lazio Nord credito cooperativo, è questo il nome che i dirigenti dei due istituti hanno deciso per la nuova realtà, che va a mettere insieme un bacino di quasi 200mila abitanti, 4850 soci e 33 filiali.

La nuova banca è stata presentata ieri pomeriggio nella sede centrale di Viterbo, con i saluti e gli omaggi di buona parte della politica, le istituzioni, l’imprenditoria e le associazioni di categoria locali.

Al tavolo dei conferenzieri gli artefici principali dell’operazione: i presidenti delle banche di Viterbo e Ronciglione, Vincenzo Fiorillo e Giuseppe Ginnasi, i direttori generali dei due istituti, Massimo Caporossi e Giulio Pizzi, e il responsabile dello sviluppo commerciale della banca di Viterbo, Gianluca Scipio.

“Questa fusione – ha esordito Fiorillo – ci consente di essere più presenti e più forti. La conoscenza del territorio e delle persone che ci vivono è il nostro valore aggiunto: cresceremo, ma manterremo le nostre caratteristiche peculiari”.

“Quasi tutte le banche stanno cercando di fare fusioni all’ultimo momento – ha aggiunto Ginnasi – mentre noi siamo stati lungimiranti e ci siamo mossi con anni di anticipo. Adesso avremo numeri importanti. Voglio ringraziare i soci, che hanno capito la situazione e sono rimasti compatti”.

“Abbiamo fatto un lavoro di passione e sangue – è stato il commento di Caporossi -. Rinunciare alle nostre denominazioni e ai nostri marchi ha richiesto a tutti lunghe e profonde riflessioni. Ma con questa fusione riusciamo a diventare più grandi senza perdere la nostra identità. Due entità robuste e sane hanno deciso di unire le loro forze: non è una fusione dovuta, ma una fusione voluta”.

“La sfida – ha concluso Pizzi – sarà quella di coniugare l’identità territoriale che ci caratterizza all’innovazione della modernità. Questa è l’unica banca davvero locale della nostra provincia, con i vertici che sono quotidianamente presenti sul territorio. Mutuando una frase dal mondo dello spettacolo, mi sento di dire che comunque vada, sarà un successo”.

Il responsabile commerciale Scipio ha avuto il compito di presentare il nuovo brand. “Per il logo siamo partiti dal leone – ha spiegato – che campeggia sugli stemmi sia di Viterbo che di Ronciglione. Questo simboleggia il nostro radicamento sul territorio, gli oltre 100 anni di storia di entrambe le banche. E significa anche continuità, il voler mantenere la solidità del passato con fierezza, l’obiettivo di crescere senza cancellare quello che c’è stato prima. A questa logica risponde anche la scelta del font: un carattere classico, che evoca la storia”.



Dopo la parte introduttiva, c’è stato ampio spazio per gli interventi delle numerose autorità presenti.

Il prefetto Giovanni Bruno ha fatto un appello a “combattere la litigiosità nel mondo dell’imprenditoria viterbese, che porta regressione e che finirebbe per colpire anche la stessa banca”. Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena ha salutato un “progetto che vuole uscire dal provincialismo” e ha invocato collaborazione per “sostenere insieme le idee imprenditoriali dei giovani”.

Il senatore Umberto Fusco si è complimentato per “il coraggio mostrato con la fusione”, definita un esempio di “federalismo bancario”, e ha concluso invitando gli imprenditori del viterbese ad avere “lo stesso coraggio avuto dalla banca nel credere e sfruttare le grandi risorse del nostro territorio”.

La parola è poi passata al presidente della provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, che per la fusione si è augurato la “conservazione della grande risorsa della conoscenza del territorio, un valore aggiunto fondamentale della banca cooperativa” e una “continuità dell’identità”. Un saluto anche dal sindaco di Barbarano Romano, Rinaldo Marchesi, che si è rivolto in particolare alla banca di Viterbo, chiedendo “lo stesso sostegno che abbiamo sempre ricevuto dal nostro istituto”.

A seguire l’intervento del vicario generale della diocesi di Viterbo, don Luigi Fabbri: “Spero che i giovani possano trovare aiuto qui – ha detto – in una banca che ha il volto umano”.

Il presidente di Confagricoltura, Giuseppe Chiarini, si è detto “ammirato per il coraggio mostrato, perché fusione significa rinunciare a qualcosa, e farlo quando si è in salute non è da tutti”. Ha anche ricordato la vicinanza della sua associazione e “l’importanza di avere una banca con tradizione e origini agricole”.

Stefano Signori di Confartigianato ha parlato di “un momento atteso da tanto tempo” e di “grande felicità” all’interno dell’associazione per l’avvenuta fusione. Per Sergio Saggini di Confindustria “la banca, ancor più che un’impresa, dev’essere concepita come un bene comune. E questa banca è l’unica che premia gli imprenditori, perché è vicina al territorio, lo conosce e sa fare le scelte giuste”.

 


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1 novembre, 2018

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