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Tragedia a Pianoscarano - L'avvocato Samuele De Santis descrive lo stato d'animo dei genitori della bimba di tre mesi morta in casa - Venerdì l'ultimo saluto alla piccola

“La mamma e il papà di Fatma distrutti e sotto shock”

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Viterbo - Bimba di tre mesi trovata morta in casa

Viterbo – Bimba di tre mesi trovata morta in casa

Viterbo - Bimba di tre mesi trovata morta in casa

Viterbo – Bimba di tre mesi trovata morta in casa

Viterbo – Niente e nessuno molto probabilmente avrebbe potuto salvare la vita a Fatma Nguirane, la bimba di tre mesi morta in casa la scorsa settimana. Ed è su questo che si stanno facendo forza i suoi genitori. Giovanissimi, venerdì sono precipitati nel baratro della disperazione. La disperazione di aver perso quella figlia venuta alla luce solo il 31 luglio scorso all’ospedale di Belcolle.


Multimedia: video – Bimba trovata morta in casa – Bimba morta in casa, la polizia in azione


“La madre è ancora sotto shock e non parla da giorni, il padre è scosso e distrutto. Quella che gli è capitata è stata una tragedia immane, che stanno cercando di affrontare”. L’avvocato Samuele De Santis, che li assiste in questa delicata fase, descrive così i genitori della piccola, che per la procura di Viterbo sono parti offese. “Stanno apprezzando – continua il legale – il tatto e la delicatezza con cui gli inquirenti stanno conducendo le indagini e il supporto che sta arrivando da tutti i residenti del quartiere Pianoscarano”. Lì la famiglia Nguirane, originaria del Senegal, vive da pochi mesi, dopo essersi trasferita da Soriano nel Cimino. Lì si è consumata la tragedia, al civico 2 di via della Salita.

Per avere la conferma che quella di Fatma sia una morte in culla bisognerà però attendere una sessantina di giorni, quando il medico legale Antonio Grande consegnerà al pubblico ministero Chiara Capezzuto l’esito dell’autopsia, comprensiva anche degli esami istologici, eseguita martedì all’obitorio del San Lazzaro. Per il momento l’unico dato certo è quello dell’esame esterno effettuato dalla dottoressa Anna Maria Corbianco, che non non avrebbe trovato traumi sul corpicino della bambina, così da escludere l’ipotesi di una morte violenta. E la procura, non avendo richiesto gli accertamenti tossicologici, non ipotizzerebbe neppure l’avvelenamento. È probabile, come tutti i casi di sindrome della morte improvvisa del lattante, che il decesso della piccola Fatma resti inspiegato anche dopo gli esami post mortem. La morte nella culla, che non ha ancora spiegazioni scientifiche, è infatti il decesso improvviso e inaspettato di un lattante sano. Come sana sarebbe stata Fatma.



Sul caso la pm Chiara Capezzuto ha comunque aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti per omicidio colposo. Ma quello del magistrato è un atto dovuto, e l’inchiesta potrebbe essere archiviata dopo l’esito dell’autopsia. Nell’inchiesta gli investigatori hanno ascoltato anche la mamma e il papà della bimba (parti offese) e alcuni suoi familiari, sopraggiunti nell’appartamento subito dopo la tragedia. Nella ricostruzione dell’accaduto avrebbero detto di aver messo la bambina a dormire nel letto matrimoniale dove l’hanno poi ritrovata senza vita. Durante il sopralluogo, invece, gli inquirenti hanno sequestrato una serie di oggetti. Tra cui uno zerbino e i vestitini di Fatma.

L’ultimo saluto alla piccola venerdì pomeriggio, con un rito funebre al cimitero di san Lazzaro.


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1 novembre, 2018

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