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“Il tracciato non l’abbiamo bocciato noi ma il ministero, due volte”

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Marzia Marzioli

Marzia Marzoli

Viterbo – Trasversale, per il completamento fino a Civitavecchia, la soluzione è utilizzare il tracciato esistente dell’Aurelia bis. Le associazioni ambientaliste hanno portato la proposta all’incontro in prefettura, ieri, con i deputati delle commissioni Ambiente e Trasporti della camera. Marzia Marzoli (Italia nostra) non vede altre strade ed è certa dell’accoglimento da parte del Tar, del ricorso.


Video: “Trasversale, è il ministero che ha bocciato due volte il tracciato”


Come associazioni, confermate il vostro no al tracciato verde, già finanziato?
“A dire no al tracciato – precisa Marzia Marzoli – non siamo noi associazioni, comitati o i tanti firmatari e proprietari di fondi nella valle del Mignone. È stato il ministero dell’Ambiente. Per ben due volte ha detto no a questo tracciato. Nonostante Anas abbia chiesto più volte alla commissione di Via le prescrizioni che potessero consentire d’approvare la compatibilità ambientale. Non è mai accaduta una cosa simile, cioè che il ministero abbia detto no a un tracciato, giudicato non mitigabile nella compatibilità ambientale”.

Messa così è una decisione senza appello.
“È stato chiaramente detto che il tracciato verde ha incompatibilità che non si possono mitigare, non può passare per la valle del Mignone”.

Cosa avete portato all’incontro in prefettura?
“Abbiamo portato una montagna di documenti, posto domande molto difficili, chiesto ai deputati se avessero letto i documenti. Non li hanno mai letti e quindi non sanno che i pareri del ministero all’Ambiente non provengono da decisione tecniche, ma da una serie di richieste d’integrazione della commissione Via a documentazioni grossolane, cui non è mai stata data risposta. Sessantasei criticità. Poi abbiamo chiesto anche quanto costerà il progetto. Dicono che sia il più economico, ma non è vero”.

Non costerà 420milioni di euro?
“No. Siamo al progetto preliminare. Il Cipe ha dato per buona la compatibilità ambientale, data d’imperio senza l’ok del ministero, dal governo Gentiloni. Esistono 130 prescrizioni. Anche volendolo realizzare, i costi non saranno quelli, non è il tracciato più economico. È solo quello che hanno deciso di realizzare e di certo è il più impattante”.

Dopo l’incontro in prefettura, i deputati hanno convinto voi o voi avete convinto i deputati?
“Noi abbiamo convinto i deputati. Non hanno avuto possibilità di replicare. Studiamo da anni il tracciato e ci confrontiamo con i tecnici. È solo volontà politica. Non si vuole tenere conto che esistono alternative, non è l’unico possibile”.

Qual è la vostra proposta?
“Dopo l’aggiramento di Monte Romano, noi diciamo che servirebbe solo la messa in sicurezza di quella via che c’è già. Si manterrebbe l’uscita per Tarquinia, tutto quello che già c’è, senza consumo di suolo. Quanto terreno agricolo dobbiamo ancora buttare via?”.

Col senno del poi, all’epoca forse la politica avrebbe dovuto ascoltare un politico, l’ex presidente della provincia e sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che aveva messo in guardia sui rischi nel portare avanti il tracciato verde?
“Sì, era anche intuibile che sarebbe stato così. Il progetto va ridimensionato. L’infrastruttura la vogliono tenere dentro la legge obiettivo, invece noi diciamo, facciamola uscire e pensiamo a una revisione del progetto. Con il project review più volte si è evitata la distruzione di territorio, rivedendo quanto si stava andando a realizzare”.

Giuseppe Ferlicca


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