Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Paolo Savi contro il razzismo, lo sport non è violenza.
Il giorno 15 dicembre, l’alunno dell’istituto Ite Paolo Savi di Viterbo S.F, 17 anni, è stato vittima dell’ennesimo episodio di razzismo.
Alla fine della partita, arbitrata dal nostro compagno, un giocatore si è permesso di spingerlo e di prenderlo a calci (con i tacchetti) accompagnando il tutto con insulti verbali legati al colore della sua pelle.
Non è sicuramente il primo episodio di violenza a sfondo discriminatorio nel mondo del calcio che dovrebbe veicolare i valori della sana competizione, della lealtà, dell’onestà ma soprattutto del rispetto reciproco.
Dirigente, alunni e docenti del Paolo Savi intendono esprimere il loro dissenso nei confronti degli episodi di violenza e di tutte le forme di discriminazione e schierarsi fermamente dalla parte del nostro compagno offeso e di tutte le altre vittime di violenza fisica e verbale.
Un primo passo verso un cambiamento dovrebbe essere l’educazione al rispetto della persona e dell’altro che deve nascere proprio da noi giovani.
Maria Patrizia Gaddi
Dirigente scolastico
I docenti
Gli alunni
“Negro di merda”, insulti razzisti e botte all’arbitro
