Tuscania – Spaccio di cocaina e hashish nelle pinete tra il litorale viterbese e l’Argentario, il volume d’affari si aggirava sui 50mila euro a settimana. E’ la maxioperazione “Drive in” dei carabinieri sfociata in sei arresti all’alba del 6 dicembre.
E’ il seguito di una complessa e articolata indagine che ha preso il via nel luglio del 2016 su impulso degli accertamenti dei carabinieri di Pescia Romana nei confronti di un presunto spacciatore locale. E’ così che fu individuata, all’interno della pineta di Orbetello, una presunta piazza di spaccio gestita da tre marocchini che avrebbero rifornito di droga i vacanzieri tra Pescia Romana e Orbetello.
L’inchiesta è poi sfociata, nell’ottobre di due anni fa, nell’arresto in flagranza di quattro persone. In manette finirono tre marocchini, fermati lungo l’Aurelia dai carabinieri della compagnia di Tuscania a bordo di una Toyota Yaris con 25 grammi di cocaina nascosti sotto la tappezzeria della macchina, e una donna toscana, che avrebbe prestato loro assistenza fornendo cibo e vettovaglie per garantirgli la permanenza in pineta.
Complessivamente furono sequestrati oltre 40 grammi di cocaina e segnalati alla prefettura 42 consumatori abituali di stupefacenti, fra cui minorenni e persone insospettabili, frequentatori della movida e dei locali notturni tra Toscana e Alto Lazio.
A distanza di un anno, nel luglio 2017, sono stati tutti condannati dal tribunale di Grosseto i tre marocchini, giudicati davanti al gip col rito abbreviato. Il pm Salvatore Ferraro aveva chiesto per El Mostafa Nasry, 44 anni, cittadino marocchino, 9 anni e 32mila euro di multa; per il suo connazionale Abdellah Jarmouni, 45 anni, una pena di 6 anni 6 mesi e 24mila euro.
Alla fine, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito, il giudice Sergio Compagnucci ha condannato Abdellah Jarmouni e Mohamed Tijani (42 anni, marocchino) a 6 anni 2 mesi e 24mila euro, mentre El Mostafa Nasry è stato condannato a 6 anni e 24mila euro. Tutti da espellere dall’Italia, una volta espiata la pena.
Il giudice ha inoltre condannato, sempre con il rito abbreviato, anche la donna, una 51enne di Fonteblanda, frazione di Orbetello, cui era stato contestato non solo il possesso in concorso di quei 25 grammi di cocaina, ma anche di aver trasportato sulla sua Yaris droga e hashish che poi Jarmouni e Tijani avrebbero successivamente spacciato. È stata condannata a 2 anni e 6 mesi più 16mila euro di multa.
Le intercettazioni di soggetti italiani e marocchini – gravitanti principalmente tra Pescia Romana, Capalbio e Orbetello, ma anche nelle province di Torino, Lucca, Pistoia, Livorno e Massa Carrara – hanno nel frattempo consentito di individuare sei distinte piazze di spaccio identiche a quella della pineta di Orbetello, tutte gestite da magrebini.
Nel corso delle indagini, sono state arrestate complessivamente nove persone in flagranza di reato, tutti corrieri dello stupefacente che veniva recapitato tra la vegetazione di boschi mediterranei e pinete del litorale. Il volume di spaccio gestito dai pusher è stato quantificato in circa mezzo chilo di cocaina e un chilo di hashish a settimana, per un valore complessivo stimato in 50mila euro. Dell sei persone arrestate giovedì 4 dicembre, cinque sono in carcere e uno ai domiciliari.
Silvana Cortignani
I nomi delle sei persone arrestate il 4 dicembre 2018 resi pubblici dai carabinieri:
Said Jarmouni, nato in Marocco il 1 gennaio 1980 (custodia cautelare in carcere),
Jawad El Azzouzi, nato in Marocco il 1 ottobre 1986 (custodia cautelare in carcere);
Ahmed Jarmouni, nato in Marocco il 1 gennaio 1988 (custodia cautelare in carcere);
Moustapha Jarmouni, nato in Marocco il 3 luglio 1988 (custodia cautelare in carcere);
Mohammed Guenn Ane, nato in Marocco 4 dicembre 1982 (custodia cautelare in carcere);
Riccardo Lupinetti, nato ad Orbetello il 1 settembre 1980 (arresti domiciliari).
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale. Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



