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Operazione Drive in - Carabinieri - Smantellato giro di stupefacenti tra la costa laziale e quella toscana - Indagini dei militari di Pescia Romana e della compagnia di Tuscania insieme ai colleghi di Viterbo, Grosseto, Pistoia e Lucca

Piazza di spaccio nel bosco, sei arresti

Carabinieri

Carabinieri

Carabinieri - Droga e materiale sequestrato

Carabinieri – Droga e materiale sequestrato

Carabinieri - Le verdure dove si nascondeva la cocaina

Carabinieri – Le verdure dove si nascondeva la cocaina

Carabinieri - Droga e materiale sequestrato

Carabinieri – Droga e materiale sequestrato

Carabinieri - Droga e materiale sequestrato

Carabinieri – Droga e materiale sequestrato

Carabinieri - Il bosco di Orbetello usato per lo spaccio

Carabinieri – Il bosco di Orbetello usato per lo spaccio

Carabinieri - Droga e materiale sequestrato

Carabinieri – Droga e materiale sequestrato

Tuscania – Piazza di spaccio nel bosco, sei arresti.

Ieri mattina i carabinieri di Pescia Romana e quelli della compagnia di Tuscania, coadiuvati dalle compagnie dei carabinieri di Grosseto e Orbetello, hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale di Grosseto, su richiesta di questa procura, nei confronti di sei persone, di cui cinque in custodia cautelare in carcere e uno ai domiciliari.

Tutti sono accusati, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti.

I provvedimenti rappresentano la conclusione di un’indagine diretta dalla procura della Repubblica di Grosseto e condotta dai carabinieri della stazione di Pescia Romana, coadiuvati dal Norm della compagnia di Tuscania.

Un’operazione, quella di stamattina, con l’obiettivo di disarticolare l’attività di vendita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish portata avanti dagli indagati, secondo i militari, nei comuni della costa viterbese e della parte sud della costa grossetana, nonché dell’Argentario.

Secondo quanto riferito, le indagini, iniziate a luglio del 2016, erano partite dagli accertamenti dai carabinieri di Pescia Romana nei confronti di un presunto spacciatore locale, grazie ai quali fu inizialmente individuata, all’interno del bosco di Orbetello, una piazza di spaccio gestita da tre marocchini e frequentata da molti giovani assuntori, alcuni dei quali, peraltro, già noti ai carabinieri.

Le indagini, costituite da servizi di osservazione e da intercettazioni (il cui contenuto era stato di volta in volta confermato da sequestri di sostanze stupefacenti), erano poi culminate nell’arresto di quattro persone colte in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di 40 grammi di cocaina. In quell’occasione, erano stati arrestati tre marocchini e un italiano, che prestava assistenza ai primi tre fornendo loro cibo e vettovaglie, al fine di garantire il prolungarsi della loro permanenza nel bosco.

Gli elementi acquisiti, comprensivi dell’analisi degli spostamenti di alcune persone provenienti da Montalto di Castro, che frequentavano il bosco per comprare lo stupefacente e rivenderlo, hanno consentito, poi, l’individuazione di altre piazze di spaccio, simili a quella. Esse, di fatto, hanno rappresentato un importante punto di riferimento per l’acquisto di sostanze stupefacenti su tutto il litorale viterbese e grossetano.

L’avvio delle intercettazioni telefoniche nei confronti di alcuni soggetti di nazionalità italiana e marocchina, gravitanti principalmente tra Pescia Romana, Capalbio e Orbetello, ma anche nelle province di Torino, Lucca, Pistoia, Livorno e Massa Carrara, hanno infine consentito di individuare sei distinte piazze di spaccio identiche a quella del bosco di Orbetello, tutte gestite da magrebini e collocate all’interno di boschi, luoghi accuratamente scelti per preservare l’attività di spaccio da eventuali controlli delle forze dell’ordine.

In particolare, i militari avrebbero accertato che, una volta creata la piazza di spaccio all’interno di un bosco, essa veniva poi “pubblicizzata” dagli spacciatori con l’invio di messaggi agli acquirenti più assidui, attraverso utenze dedicate e sostituite ogni 15/20 giorni, onde evitarne l’individuazione. La notizia, poi, si diffondeva attraverso una sorta di “passa parola” fra gli assuntori.

Secondo i carabinieri il rifornimento delle varie piazze di spaccio avveniva per lo più attraverso corrieri che, soprattutto in orario notturno, previ accordi telefonici, partivano dalla provincia di Lucca per recapitare lo stupefacente direttamente all’interno dei boschi. Varie erano anche le modalità con le quali veniva organizzato il trasporto dello stupefacente, che in alcune occasioni veniva occultato addirittura all’interno di frutta e verdura.

I tempi e le modalità degli acquisti di droga erano fissati direttamente con gli assuntori, i quali, dopo aver preannunciato il loro arrivo, si fermavano al limite del bosco e attendevano il proprio turno, proprio come in un “Drive in’ (circostanza che poi ha dato il nome all’operazione).

Nel corso delle indagini, sono state arrestate, in occasioni diverse, nove persone colte nella flagranza del reato: tutti i corrieri dello stupefacente che veniva recapitato nei boschi, con sequestro di circa 400 grammi di cocaina e 200 di hashish. Il volume di spaccio gestito dai pusher è stato quantificato in circa mezzo chilo di cocaina e un chilo di hashish a settimana, per un valore complessivo stimato in 50mila euro.

I carabinieri hanno poi prodotto un’apposita informativa sulla base della quale la procura della Repubblica di Grosseto ha iscritto 31 persone nel registro degli indagati e ha formulato, nei confronti di alcuni di loro, richiesta di applicazione di misure cautelari personali.

Il gip del tribunale di Grosseto, accogliendo in parte la richiesta della procura, ha emesso, come si è detto, un’ordinanza cautelare personale nei confronti di undici persone.

L’esecuzione dei provvedimenti è avvenuta contestualmente alle perquisizioni domiciliari disposte dalla procura della Repubblica di Grosseto nei confronti dei soggetti colpiti dall’ordinanza cautelare, nonché nei confronti di ulteriori 21 indagati.

Nel complesso, sono stati impegnati nell’esecuzione di tutti i provvedimenti 80 carabinieri dei comandi provinciali di Viterbo, Grosseto, Pistoia e Lucca. Le misure cautelari e le perquisizioni sono state eseguite per tutta la giornata di ieri.


I nomi delle sei persone arrestate resi pubblici dai carabinieri:

Said Jarmouni, nato in Marocco il 1 gennaio 1980 (custodia cautelare in carcere),
Jawad El Azzouzi, nato in Marocco il 1 ottobre 1986 (custodia cautelare in carcere);
Ahmed Jarmouni, nato in Marocco il 1 gennaio 1988 (custodia cautelare in carcere);
Moustapha Jarmouni, nato in Marocco il 3 luglio 1988 (custodia cautelare in carcere);
Mohammed Guenn Ane, nato in Marocco 4 dicembre 1982 (custodia cautelare in carcere);
Riccardo Lupinetti, nato ad Orbetello il 1 settembre 1980 (arresti domiciliari).


Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale. Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 

7 dicembre, 2018

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