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Vignanello - Il saluto di don Roberto e di tutta una comunità a Chiara Stefani, la ragazza trentenne stroncata da un tumore in soli tre mesi - FOTO E VIDEO

“Un pugno nello stomaco da far diventare una carezza di Dio”

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Chiara Stefani

Chiara Stefani

Vignanello - I funerali di Chiara Stefani

Vignanello – I funerali di Chiara Stefani

Vignanello - I funerali di Chiara Stefani

Vignanello – I funerali di Chiara Stefani

Vignanello - I funerali di Chiara Stefani

Vignanello – I funerali di Chiara Stefani

Vignanello - I funerali di Chiara Stefani

Vignanello – I funerali di Chiara Stefani

Vignanello - I funerali di Chiara Stefani

Vignanello – I funerali di Chiara Stefani

Vignanello - I funerali di Chiara Stefani

Vignanello – I funerali di Chiara Stefani

Vignanello - I funerali di Chiara Stefani

Vignanello – I funerali di Chiara Stefani

Vignanello – “Un pugno nello stomaco che fa diventare di pietra il ventre. Per tutti. Chiara è tornata a casa nel modo in cui non ci saremmo mai immaginati. Un pugno nello stomaco che dobbiamo trasformare nella carezza dello spirito, nella carezza di Dio”. Don Roberto ha salutato così Chiara Stefani, la ragazza trentenne stroncata da un tumore in soli tre mesi.


Multimedia – Fotocronaca: I funerali di Chiara Stefani – Video: “Un pugno nello stomaco che impietrisce il ventre”


Ieri il funerale a Vignanello, dove la giovane ragazza era nata. Dopo Conegliano, in provincia di Treviso, dove invece si era trasferita nel 2013 per andare a lavorare, dipendente di un’azienda sanitaria per la quale era diventata anche testimonial di una campagna di comunicazione, ritratta su decine di manifesti. “Persone che si prendono cura delle persone”, il titolo del lancio pubblicitario.

Un doppio rito, voluto dalla famiglia per dare a tutte le persone, che l’hanno conosciuta e amata, la possibilità di dirle addio e di partecipare al dolore dei genitori Massimo e Antonella, della sorella Giulia e del compagno Valentino.

“La morte – ha cercato di consolare la famiglia don Roberto – è l’inizio di una vita nuova. Come il frutto che nasce da un chicco di grano o la farfalla che viene fuori dal bozzolo”.

Don Roberto ha ricordato anche un’altra ragazza. “Anche lei si chiamava Chiara – ha ricordato il sacerdote -. Aveva 28 anni ed era di Roma. Aspettava un bambino. Non ha voluto curarsi il cancro prima che il feto fosse formato completamente. Purtroppo non ce l’ha fatta. Ma prima di m0rire ha detto: ‘Siamo nati, e non moriremo mai più”.

Assieme ai familiari di Chiara Stefani, ieri sera alla collegiata di Vignanello c’era tutto il paese. In silenzio. Anche fuori la chiesa, una volta finito il funerale. Con le campane a scandire i minuti, lunghissimi, che trascorrevano. Un silenzio e un’attesa durati parecchi minuti, prima di accompagnare Chiara al cimitero, per l’ultimo saluto. 

Il primo settembre Chiara ha compiuto 30 anni, a metà settembre il malore e la scoperta del tumore che l’ha uccisa il 4 dicembre, in meno di tre mesi.

“Una persona sensibile, seria, dolce e gentile – l’ha ricordata l’amministrazione comunale di Vignanello in un post su Facebook – che ha saputo farsi strada nella vita con fermezza, studio, impegno e dedizione. Un modello di vita e di riferimento per molti giovani”.

I familiari hanno deciso di donare le cornee di Chiara. In fondo alla chiesa stavano invece le offerte per la ricerca contro il cancro. “La morte – ha detto infine don Roberto – non interrompe il dialogo con Chiara”.


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11 dicembre, 2018

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