Viterbo – “Vivo. Vivo? Respiro! Qui è pieno de topi. Topi e sorche. Ogni tanto li chiappo co’ le trappole. Quelli piccoli, però. Le sorche no. Le sorche le tajole se le portano appresso. Quelle te magnano. Magnano un cristiano”.
Multimedia – Fotocronaca: Vivere tra monnezza, topi e scarafaggi – Video: Le condizioni di vita di Vincenzo Filoscia
Vincenzo Filoscia è un pensionato viterbese di 77 anni che vive in mezzo ai topi di fogna e alla monnezza. Così, sotto gli occhi di tutti. In una casa del comune di Viterbo, una cosiddetta casa popolare, in piazza San Carluccio. In pieno centro storico. A pochi metri da palazzo dei priori e dal duomo. All’ingresso del quartiere medievale di San Pellegrino, cuore del turismo estivo e natalizio. Da quanto ha raccontato, cosa confermata da alcuni vicini, Filoscia dovrebbe avere diritto anche ai servizi sociali del comune di Viterbo.
Se continuerà a vivere in queste condizioni, i giorni di Vincenzo Filoscia sono contati. Non solo, ma basta vedere le foto scattate e il video girato per capire che quell’appartamento è pure a rischio incendio.
Viterbo – Vincenzo Filoscia
“Non c’ho manco il riscaldamento – ha detto Filoscia – Manco il bagno posso fa’. La doccia è rotta”. Però c’è una stufetta e una televisione sempre accesa, giorno e notte. Uno che abita in zona ha detto che è accesa da otto anni. Probabilmente non è così. Fatto sta che non viene mai spenta. Perché Vincenzo non sa come riaccenderla. Filoscia pare viva là dentro dal 1994 e almeno da questa estate è in condizioni disperate. Una situazione di cui molti sono a conoscenza.
Nello stesso palazzo, un anno fa, sono inoltre intervenuti i pompieri perché c’era un’infiltrazione d’acqua che veniva giù dal soffitto allagando e costringendo alla chiusura un centro di assistenza ai disabili, che sta lì sotto, a pian terreno. Nell’appartamento da cui veniva giù l’acqua pare vivesse una persona che, anche in tal caso, sembrava proprio non se la passasse bene.
“Vivo. Vivo? Respiro! – racconta Filoscia -. Non vivo per niente – aggiunge -. Respiro!”. Addosso ha i segni della povertà più assoluta. E’ in stato di completo abbandono e ha chiesto aiuto.
L’edificio in cui abita è lasciato alla buona volontà degli altri. Anche lungo le scale c’è della robaccia buttata come viene. Filoscia apre casa. E la prima cosa che ti investe è la puzza. Per entrare servirebbe una mascherina. Dentro, un buco di una trentina di metri quadrati, è il delirio. E’ addirittura difficile muoversi. Un’abitazione che è diventata peggio di una discarica. Filoscia convive con topi e scarafaggi. Un essere umano. Il pavimento è nero, gli abiti sono mischiati a scatolette, plastica, cartoni e cibo sparpagliato ovunque. Assieme alle sigarette, spente dentro a un paio di barattoli di metallo.
La televisione è accesa e si sente la voce del presidente del consiglio Giuseppe Conte che racconta in conferenza stampa i contenuti della nuova manovra finanziaria. Paradossale. Alle spalle, il respiro di Vincenzo Filoscia. E’ pesante. Entra persino in telecamera. Fa fatica. Come se avesse un serio problema polmonare. Per terra, il pavimento è lercio.
“Qua dentro – spiega Filoscia – ci vengo solo a dormire. Nun ce resisto. Casco dal letto. Certi scoppio fo! M’hanno portato all’ospedale diverse volte”.
In giro ci sono un paio di cellulari. Raccattati e fuori uso. Uno dei due sta dentro al lavandino del bagno. I sanitari, come pure la cucina, sono inutilizzabili. Ed è meglio stargli alla larga.
Tutto questo, in pieno centro storico. Una vergogna che dovrebbe richiamare chiunque alle proprie responsabilità. Perché un essere umano sta lentamente morendo in mezzo a topi, monnezza e scarafaggi. Sotto gli occhi di tutti.
“Morì adesso ‘stì cazzi! – ha concluso Vincenzo Filoscia -. E’ un lusso…così non c’hai più tutti li problemi”.
Daniele Camilli






