Viterbo – “Aiuto, chiama i vigili che c’è il fuoco…”.
E’ l’ultimo grido di aiuto di Bruno Ignesti, 79 anni, che ieri, intorno all’ora di pranzo, è morto in casa sua per un incendio.
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Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti l’uomo avrebbe acceso il caminetto in sala e sarebbe poi andato in bagno.
Alcune scintille avrebbero generato l’incendio. Le fiamme, in pochi secondi, si sarebbero propagate su una libreria, un divano e una poltrona. Per poi coinvolgere l’intera abitazione.
Poco dopo è arrivata la moglie che avrebbe cercato di aprire la porta, ma senza riuscirci.
E l’uomo da dentro le avrebbe detto di chiamare i soccorsi. “Chiama i vigili che c’è il fuoco” avrebbe gridato.
Bruno Ignesti, costretto a un deambulatore e cardiopatico, avrebbe provato a fuggire ma senza riuscirci. Le grate alle finestre non hanno permesso all’uomo di fuggire.
Si sarebbe intossicato con il fumo, perdendo i sensi, e poi è stato raggiunto dalle fiamme.
I vigili del fuoco hanno dovuto tagliare la grate per cercare di tirarlo fuori.
La villetta non è stata posta sotto sequestro, ma ha subito gravi danni e al momento non sarebbe agibile.
Sul corpo non è stata disposta l’autopsia. La salma è stata restituita ai familiari in attesa di fissare il funerale.
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, la squadra volante, i poliziotti della scientifica e il 118.
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