Viterbo – (g.f.) – Non solo San Pellegrino, pure i centri storici delle frazioni sotto tutela. Lo prevede il piano del commercio arrivato in seconda commissione.
Partito con la precedente amministrazione e l’assessora Sonia Perà, è stato ereditato dalla collega Alessia Mancini. Nel frattempo è stato sottoposto alle associazioni di categoria e ritoccato. Dettagli, la sostanza è rimasta e adesso non rimane che approvarlo. Sembra facile. Ma non lo è.
“Abbiamo inserito nelle aree di tutela – osserva l’assessora Mancini – anche i centri storici delle frazioni e a Viterbo pure San Faustino”.
Zone dove determinate attività commerciali non possono aprire. Come compro oro o rivendite automatiche di bibite.
“Il piano lo abbiamo ereditato – osserva Mancini – con alcune modifiche recepite da suggerimenti da parte degli operatori”.
In commissione, la discussione punto per punto del piano. È un piano, non un regolamento. C’è differenza, fa notare Lina Delle Monache. Precisazione che non lascia indifferenti. Come non è indifferente la data entro cui il documento va approvato.
“In questo momento siamo in regime di moratoria – osserva l’assessore Mancini – deriva da una delibera del 24 novembre, con cui sono irricevibili richieste per attività commerciali nelle zone a tutela. Il prossimo 24 scade.
Se non si approva il piano, dal 25 sarà possibile in centro concedere aperture anche per le tipologie d’attività non previste, come i distributori automatici”.
Nella commissione, domande su domande, articolo dietro articolo. C’è un po’ di confusione. Bisognerà andare piano.
– Negozi, 1600 nel capoluogo ma il centro soffre
