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“Crea, sto valutando il commissariamento”

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Gian Marco Centinaio, ministro delle politiche agricole

Gian Marco Centinaio, ministro dell’agricoltura

Salvatore Parlato

Salvatore Parlato

Ida Marandola, direttore generale del Crea

Ida Marandola, direttore generale del Crea

Roma – Il Crea rischia il commissariamento, dopo l’inchiesta giudiziaria che si è abbattuta sul Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Il direttore generale dell’ente, Ida Marandola, è reclusa in casa da martedì. Un’altra ordinanza d’arresto ai domiciliari deve invece essere notificata al presidente Salvatore Parlato, attualmente all’estero. Mentre per tre funzionari è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La procura di Roma, che ipotizza i reati di abuso d’ufficio, peculato e falso, negli atti d’inchiesta parla di “gravi irregolarità nella gestione del Crea”.

Sul caso è intervenuto anche il ministro delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio. L’ente è infatti vigilato proprio dal Mipaaft. “Le vicende giudiziarie del Crea – ha detto Centinaio a margine di una conferenza stampa al Senato – mi hanno lasciato molto sorpreso. Nelle prossime ore farò il punto della situazione. Sto valutando tutte le soluzioni, tra cui il commissariamento. Tuttavia ricerca e programmi vanno avanti. Nell’ente ci sono migliaia di persone che fanno un lavoro di ricerca prezioso per l’agricoltura e il settore alimentare”.

Mercoledì sulla scrivania del ministro Centinaio è finita una lettera a firma dei direttori dei dodici centri di ricerca del Crea che “esprimono forte preoccupazione per il processo di riorganizzazione e rilancio in corso, nonché per l’impatto sulle attività di ricerca e di servizio che l’ente svolge a fronte di importanti e improcrastinabili impegni nazionali e internazionali”. Al capo del dicastero delle politiche agricole, i dodici direttori hanno inoltre chiesto “la massima attenzione verso l’ente, al fine di non vanificare i progressi interni degli ultimi anni e l’apprezzamento del mondo esterno verso le professionalità e le attività presenti”.

Nella lettera anche un accenno ai cinque indagati. “Avendo avuto l’opportunità negli anni di conoscere e apprezzare la professionalità e l’impegno verso l’ente dei colleghi coinvolti nell’indagine, esprimiamo – concludono i dodici direttori – loro vicinanza, condividendo l’amarezza di questi momenti, pur nel pieno rispetto e fiducia nell’operato della magistratura”.

Il Crea è il principale ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari, con personalità giuridica di diritto pubblico. Le sue competenze scientifiche spaziano dal settore agricolo, zootecnico, ittico, forestale, agroindustriale, nutrizionale, fino all’ambito socioeconomico. Ha inoltre piena autonomia scientifica, statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria. Istituito nel 2015, è nato dalle ceneri del Cra, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, e dell’Inea, l’Istituto nazionale di economia agraria.

Il suo presidente è Salvatore Parlato, fino al 2017 commissario straordinario del Crea. Nato a Lentini, in provincia di Siracusa, 46 anni fa, ha un curriculum di tutto rispetto. Con una laurea in economia e commercio conseguita all’Unicatt di Milano, è stato docente in diverse università italiane e coordinatore delle analisi e delle previsioni di consenso su temi di finanza pubblica del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. È stato dirigente della presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica. Consigliere economico del ministero dell’economia e delle finanze, quando a capo del dicastero c’era Tommaso Padoa-Schioppa, coordinatore della segreteria tecnica dell’assessore all’economia della regione Sicilia, consulente economico del governatore Rosario Crocetta, capo dell’ufficio di gabinetto dell’assessore al bilancio e alle partecipate del comune di Roma, quando era sindaco Ignazio Marino, e assessore al bilancio, alle partecipate e al patrimonio del comune di Catania.

A gennaio è stato nominato commissario del Consorzio industriale di Rieti, mentre dal 2015 è presidente della Talete, la società che gestisce il servizio idrico integrato nel Viterbese. È da sottolineare che nessuno degli enti citati ha a che fare con l’inchiesta della procura capitolina. Parlato è indagato esclusivamente in qualità di presidente del Crea. Ma è inevitabile che l’operazione della Guardia di finanza di Roma incida pure sugli equilibri della Talete, ad esempio.

Il direttore generale del Crea è, invece, Ida Marandola. Secondo gli inquirenti, “nella scelta dell’immobile da adibire a nuova sede dell’ente, ha attestato falsamente un numero di dipendenti superiore a quello reale, in modo da ottenere una dichiarazione di indisponibilità di edifici demaniali con le caratteristiche richieste e, di conseguenza, procedere in piena autonomia nel mercato immobiliare privato”.

Dalle carte dell’inchiesta emergono anche “diverse violazioni della normativa di settore. Come nel caso dell’affidamento dei servizi di trasloco e di facchinaggio, avvenuto frazionando artificiosamente i contratti per non superare le soglie oltre le quali è previsto il ricorso a una gara a evidenza pubblica e orientare così la scelta dell’effettivo esecutore”.

E non è finita qui. “Maggiori oneri a carico delle finanze pubbliche – sottolineano i militari delle fiamme gialle – sono derivati anche dalla mancata riduzione, imposta dalla legge sulla spending review, del 15% del canone di locazione di due immobili, che avrebbe consentito un risparmio di circa 700mila euro. Infine, sono emersi abusi nella procedura di stabilizzazione di alcuni lavoratori precari e nel pagamento di prestazioni professionali sulla base di incarichi di collaborazione affidati a due persone che in realtà non hanno svolto alcuna attività lavorativa”.

Raffaele Strocchia


Articoli: Giuseppe Fraticelli (Cda Talete): “Talete, Parlato è ancora presidente con pieni poteri” – Arresti domiciliari per Salvatore Parlato


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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