Viterbo – Un giorno libero. Ranuka Hewanadugalagi lo ripete due volte. Un gruppo di ragazzi a Valle Faul che quando ha tempo gioca a cricket. Vengono dallo Sri Lanka, la vecchia Ceylon dove gli inglesi imposero la monocoltura del tè, precipitando tutto in carestia quando il mercato non girò più per il verso giusto.
Multimedia – Fotogallery: Una partita a cricket a Valle Faul – Video: La comunità dello Sri Lanka a Viterbo
Il tempo di cui parla Ranuka è quello libero dal lavoro. Un giorno. Il volto parla da solo. “Senza fare casino”, aggiunge. Ranuka e gli altri, una decina di ragazzi in tutto, usano le palle da tennis, quelle gialle. “Non abbiamo un campo – racconta Ranuka -. Ogni tanto ci alleniamo alla Quercia. Oppure ci adattiamo senza alcun problema. Valle Faul è un posto bello. E appena siamo liberi dal lavoro ci veniamo ad allenare qui. Un giorno. Abbiamo anche una squadra. Andiamo a giocare a Verona, Bologna, Roma. Con i nostri compaesani”.
Viterbo – Ranuka Hewanadugalagi
Il cricket è uno sport praticato soprattutto nei paesi del Commonwealth, le ex colonie inglesi che poi hanno dato vita a un mercato unico dell’area anglofona del mondo. Le partite possono durare ore, addirittura giorni. Regole a se stanti, differenti rispetto alle corse contro il tempo degli sport occidentali. A cricket per vincere è necessario non solo segnare più punti, ma anche eliminare tutti gli avversari. Ci vogliono pazienza e perseveranza.
Viterbo – Cricket a Valle Faul
La presenza dell’uomo in uno spazio definito. Una nuova presenza mediata dal gioco. Alle spalle dei ragazzi che giocano a cricket, c’è il Risveglio di Seward Johnson, la scultura che dà verso il parcheggio del sacrario. Sempre alle spalle, le due squadre che si allenano a Valle Faul si fronteggiano, la porta della città che invece sta tutta lungo i lati con palazzo dei papi, piazza San Lorenzo e la chiesa della Trinità. Le bottiglie della Rocchetta in terra.
Viterbo – Cricket a Valle Faul
Ranuka Hewanadugalagi e gli altri hanno tra i 23 e i 26 anni. Lavorano tutti. “Tra noi dello Sri Lanka non c’è disoccupazione”, ripete Ranuka. Non solo un vanto, ma il lavoro come integrazione nel tessuto sociale. E la consapevolezza che sia un contributo importante all’andamento di una società. Alcuni di loro hanno già dei figli.
La comunità dello Sri Lanka è la seconda per numero di presenze nella città di Viterbo. Rappresenta l’8,3% della popolazione dei migranti. E i ragazzi che giocano a cricket a Valle Faul sono tra i suoi migliori ambasciatori.
Viterbo – Cricket a Valle Faul
“Veniamo a giocare a cricket – dice Ranuka – per fare una cosa diversa nella vita”, che è fatta soprattutto di responsabilità e lavoro. “Un giorno a settimana”, di riposo. Almeno questo. Un posto dove stare. Oltre il lavoro. “In fabbrica – racconta Ranuka – e in campagna. Che è un lavoro pesante”.
Daniele Camilli



