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Viterbo - Parla Ranuka Hewanadugalagi, un ragazzo dello Sri Lanka - In "campo" giovani tra i 23 e i 26 anni che lavorano in fabbrica o in campagna - FOTO E VIDEO
Viterbo – Un giorno libero. Ranuka Hewanadugalagi lo ripete due volte. Un gruppo di ragazzi a Valle Faul che quando ha tempo gioca a cricket. Vengono dallo Sri Lanka, la vecchia Ceylon dove gli inglesi imposero la monocoltura del tè, precipitando tutto in carestia quando il mercato non girò più per il verso giusto.
Il tempo di cui parla Ranuka è quello libero dal lavoro. Un giorno. Il volto parla da solo. “Senza fare casino”, aggiunge. Ranuka e gli altri, una decina di ragazzi in tutto, usano le palle da tennis, quelle gialle. “Non abbiamo un campo – racconta Ranuka -. Ogni tanto ci alleniamo alla Quercia. Oppure ci adattiamo senza alcun problema. Valle Faul è un posto bello. E appena siamo liberi dal lavoro ci veniamo ad allenare qui. Un giorno. Abbiamo anche una squadra. Andiamo a giocare a Verona, Bologna, Roma. Con i nostri compaesani”.
Viterbo – Ranuka Hewanadugalagi
Il cricket è uno sport praticato soprattutto nei paesi del Commonwealth, le ex colonie inglesi che poi hanno dato vita a un mercato unico dell’area anglofona del mondo. Le partite possono durare ore, addirittura giorni. Regole a se stanti, differenti rispetto alle corse contro il tempo degli sport occidentali. A cricket per vincere è necessario non solo segnare più punti, ma anche eliminare tutti gli avversari. Ci vogliono pazienza e perseveranza.
Viterbo – Cricket a Valle Faul
La presenza dell’uomo in uno spazio definito. Una nuova presenza mediata dal gioco. Alle spalle dei ragazzi che giocano a cricket, c’è il Risveglio di Seward Johnson, la scultura che dà verso il parcheggio del sacrario. Sempre alle spalle, le due squadre che si allenano a Valle Faul si fronteggiano, la porta della città che invece sta tutta lungo i lati con palazzo dei papi, piazza San Lorenzo e la chiesa della Trinità. Le bottiglie della Rocchetta in terra.
Viterbo – Cricket a Valle Faul
Ranuka Hewanadugalagi e gli altri hanno tra i 23 e i 26 anni. Lavorano tutti. “Tra noi dello Sri Lanka non c’è disoccupazione”, ripete Ranuka. Non solo un vanto, ma il lavoro come integrazione nel tessuto sociale. E la consapevolezza che sia un contributo importante all’andamento di una società. Alcuni di loro hanno già dei figli.
La comunità dello Sri Lanka è la seconda per numero di presenze nella città di Viterbo. Rappresenta l’8,3% della popolazione dei migranti. E i ragazzi che giocano a cricket a Valle Faul sono tra i suoi migliori ambasciatori.
Viterbo – Cricket a Valle Faul
“Veniamo a giocare a cricket – dice Ranuka – per fare una cosa diversa nella vita”, che è fatta soprattutto di responsabilità e lavoro. “Un giorno a settimana”, di riposo. Almeno questo. Un posto dove stare. Oltre il lavoro. “In fabbrica – racconta Ranuka – e in campagna. Che è un lavoro pesante”.