Capranica – (ma.ma) – “I colpi ricevuti dalla vittima avrebbero potuta ucciderla”. E’ ripreso il processo sulla maxirissa avvenuta fuori la discoteca Le Saline la notte tra il 6 e i 7 settembre 2013. A riferire in aula, lo scorso 13 marzo, il perito indicato dal pm Franco Pacifici per la procura, il professor Massimo Lancia.
Dopo aver ascoltato il consulente Lancia il tribunale ha nominato Maria Rosaria Aromatario, della Sapienza di Roma, per una ulteriore perizia, super partes.
Nella maxirissa un ragazzo, Giorgio Piferi, venne colpito con un bastone, finì in ospedale e venne operato per una frattura al cranio e emorragia cerebrale. In sei tra i quali la vittima sono finiti a processo per rissa davanti al collegio e uno di loro, quello che secondo l’accusa avrebbe colpito Piferi con il bastone, deve rispondere anche di tentato omicidio.
Piferi, oltre a essere parte civile con l’avvocato Francesco Massatani, è anche imputato per la rissa.
“I colpi ricevuti da Giorgio Piferi erano idonei a cagionare la morte del ragazzo – ha detto in aula il consulente Massimo Lancia, illustrando le conclusioni della perizia -. Questo anche perché sono stati colpi reiterati”.
Lancia ha riferito in merito all’esito della sua perizia e il fatto che “i colpi sarebbero stati idonei a cagionare la morte” potrebbe influire sull’accusa di tentato omicidio di cui deve rispondere uno degli imputati.
L’episodio sarebbe avvenuto all’esterno della discoteca Le Saline verso le 4 del mattino. Tutto sarebbe nato con una prima discussione all’interno del locale e poi la rissa fuori sarebbe avvenuta successivamente. Coinvolti due gruppi di ragazzi, uno di Sutri e uno di Capranica. Giorgio Piferi, dopo essere stato colpito con il bastone, è stato soccorso sul posto dal personale del 118, portato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle e, da qui, al Gemelli in eliambulanza.
Il giovane è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico alla testa dal quale avrebbe rischiato di non svegliarsi e il suo ricovero al Gemelli sarebbe stato di 20 giorni.
I legali difensori del giovane accusato di tentato omicidio sono convinti che per il loro assistito si possa parlare di legittima difesa.
Al termine dell’udienza il collegio ha rimandato il processo tra qualche settimana.
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