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Tribunale - Viterbo - La testimonianza shock del giovane preso a bastonate - In sei alla sbarra per rissa - Uno è accusato anche di tentato omicidio

“Maxirissa in discoteca, i medici mi dissero che avevo rischiato la vita”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Capranica – (ma.ma.) – “Quando mi sono risvegliato al Gemelli, i medici mi dissero che avevo rischiato la vita”. E’ la testimonianza shock della vittima. 

Giorgio Piferi, colpito con un bastone fuori la discoteca Le Saline la notte tra il 6 e i 7 settembre 2013, ha ricostruito ieri in aula i pochi ricordi raffiorati alla mente dopo che in quella rissa venne gravemente ferito, ricoverato in prognosi riservata e poi operato per una frattura al cranio e emorragia cerebrale.

A processo sono finiti sei ragazzi per quella rissa e uno di loro, quello che secondo l’accusa avrebbe colpito Piferi con il bastone, deve rispondere anche di tentato omicidio.

Proprio quest’ultimo non era presente in aula con la giustificazione di non potersi assentare dal luogo di lavoro, avendo trovato da poco un’occupazione a Roma. Davanti al collegio si sono presentati due imputati, tra i quali lo stesso Piferi che, oltre ad essere parte civile con l’avvocato Francesco Massatani, è anche imputato per la rissa.

L’episodio sarebbe avvenuto verso le 4 del mattino. Piferi aveva trascorso la serata in discoteca con alcuni amici. Durante la serata uno degli imputati gli avrebbe riferito di aver avuto una discussione con una persona all’interno del locale. Dopo questo primo litigio ce ne sarebbe stato poi un secondo, avvenuto successivamente all’esterno del locale. Una rissa, scoppiata fuori dal locale, tra due gruppi di ragazzi, uno di Sutri e uno di Capranica.  

Ad avere la peggio Piferi, che venne colpito con un bastone. A colpirlo probabilmente sarebbe stato il ragazzo con cui il suo conoscente di Capranica aveva discusso all’interno del locale. Da chiarire chi fosse presente in quella rissa e il ruolo di Piferi. La vittima è stata soccorsa sul posto dal personale del 118, portata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle e, da qui, al Gemelli in eliambulanza, dove infine il giovane è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico alla testa dal quale avrebbe rischiato di non svegliarsi.

Tra i testi il maresciallo che intervenne sul posto la mattina successiva per sequestrare il bastone. Il carabiniere ha spiegato di aver parlato con alcuni dei ragazzi, tutti appartenenti al gruppo dei residenti a Capranica, identificati precedentemente dai colleghi di Ronciglione, i primi a intervenire fuori la discoteca e di aver assistito all’identificazione fotografica di uno degli imputati. 

Il militare ha poi precisato di essere venuto a conoscenza del fatto perché chiamato da un agente del posto di polizia di Belcolle che segnalava la presenza di un ragazzo di Capranica ricoverato nella notte e poi trasferito al Gemelli perché rimasto ferito in una rissa nella discoteca Le Saline, ex Popy and Popy. 

“Ho acquisito l’annotazione di servizio dei militari di Ronciglione, arrivati fuori la discoteca quando Giorgio Piferi era già stato soccorso. Sul posto i colleghi avevano identificato alcuni ragazzi”. Il maresciallo ha poi specificato di aver parlato soltanto con i ragazzi del gruppo di Capranica e di non ricordare se avesse parlato anche con quelli di Sutri che invece, stando alla testimonianza, molto probabilmente furono poi sentiti successivamente da altri colleghi. 

Relativamente all’arma utilizzata dall’aggressione ha detto: “Ci siamo recati sul posto e abbiamo trovato un bastone del tipo di quelli usati per la recinzione dei terreni. Non c’era del sangue. A terra c’era soltanto del vomito, vicino a dove presumibilmente era stato colpito Giorgio Piferi”.

Il maresciallo ha poi ricordato di aver annotato un riconoscimento fotografico dove veniva indicato l’imputato che avrebbe dato la bastonata a Piferi. Solo una persona venne identificata attraverso il fascicolo fotografico perché, stando al teste, gli altri erano già stati identificati dai carabinieri di Ronciglione e i loro nominativi erano già presenti nella relazione dei colleghi intervenuti per primi sul luogo della rissa. Una discrepanza notata però in aula proprio sul fascicolo fotografico perché, su stessa ammissione del maresciallo, il fascicolo riporterebbe due foto identificate come riconoscimento mentre per il maresciallo “sola una persona era stata riconosciuta e quindi l’altra è da ritenere come un errore materiale commesso sul momento”.

Poi la testimonianza shock della vittima.

“Ero all’interno del locale e stavo parlando con un’amica quando si avvicina un mio conoscente di Capranica e mi dice che aveva appena avuto una discussione”, ha esordito. Tutto sarebbe scaturito da qui: una prima discussione  all’interno del locale e la rissa fuori sarebbe avvenuta successivamente. La vittima ha specificato di avere soltanto qualche ricordo della serata, per via del trauma riportato molti elementi sarebbero infatti nebulosi o del tutto cancellati.

“Ricordo soltanto i miei passi sulla ghiaia e che stavo andando al parcheggio. Ricordo la figura di un ragazzo, che oggi non saprei riconoscere, che prende un bastone da terra e poi il nulla. Mi sono risvegliato che ero già stato operato e mi dissero che ero stato in pericolo di vita”, ha proseguito la vittima, mostrando la ferita ai giudici del collegio. “Una cicatrice da un orecchio all’altro con 55 punti di sutura e un avvallamento del cranio”, ha specificato in aula il fratello che è stato ascoltato come testimone per riferire sulla guarigione dell’imputato.

Il ricovero al Gemelli per Giorgio Piferi fu di 20 giorni. Conseguenza del trauma sarebbero stati mal di testa molto forti e problemi personali e morali. La vittima in aula ha riconosciuto da un fascicolo fotografico la tipologia del bastone che lo avrebbe colpito e ha aggiunto di essere stato aggredito più o meno a 50 metri dal locale e molto probabilmente da una sola persona.

Particolare di non poco conto il fatto che il protagonista della prima discussione che generò il tutto avrebbe avuto un tatuaggio, molto probabilmente una scritta sulla fronte. 

“Acab”, sarebbe stata questa la scritta tatuata. A riferirlo in aula un’altra teste, una ragazza che in discoteca era con un gruppo di conoscenti del ragazzo che colpì Giorgio Piferi con un bastone. Il tatuaggio potrebbe essere fondamentale per la ricostruzione dei fatti. La ragazza ha infatti aggiunto che “quel tatuaggio lo portava Brodo”. Brodo sarebbe il nome con cui si faceva chiamare la persona di Capranica che iniziò la lite in discoteca con il ragazzo che poi usò il bastone. Brodo, secondo la testimonianza, nella discussione in discoteca avrebbe insultato il ragazzo, accusato di tentato omicidio, apostrofandolo come “negro di merda”. La testimone ha poi detto di aver visto alcuni suoi amici e il ragazzo che usò il bastone accerchiati fuori il locale e che poi quest’ultimo avrebbe colpito qualcuno con un bastone per poi scappare. 

Chiamato a testimoniare anche uno degli imputati, presumibilmente partecipante alla rissa. Il ragazzo in aula ha specificato di essere andato a ballare quella sera con altri due imputati, tra cui anche quello che colpi la vittima.

Il testimone ha detto di essere uscito verso le quattro di mattina fuori il locale, di aver visto uno dei suoi due amici, non quello accusato di tentato omicidio, accerchiato da 6 o 7 persone e di essere stato raggiunto anche lui da alcuni schiaffi e pugni immediatamente dopo. Quattro o cinque persone, stando alla testimonianza, lo avrebbero aggredito. Il teste, che qualche giorno dopo si sarebbe recato in ospedale per il gonfiore alla faccia e i dolori intercostali, ha poi detto che lo avrebbero minacciato di morte qualora non avesse fornito l’indirizzo di casa dell’amico, quello che avrebbe poi usato il bastone. 

Al termine delle varie testimonianze l’avvocato Francesco Massatani, come parte civile, ha chiesto di sentire il consulente della procura, dottor Massimo Lancia, che per due volte non si è presentato in aula nonostante la citazione.

Il collegio, con il consenso dei vari legali, ha invece chiesto la perizia medico legale sulla persona di Giorgio Piferi.

Il processo è stato così rinviato al 13 marzo per sentire gli ultime testi e il consulente di parte. 


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14 febbraio, 2019

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