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Riprese aeree e nuove accuse, strada in salita per il dirigente Angelo Cecchetti

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Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma

L'avvocato Giovanni Labate

L’avvocato Giovanni Labate

Montefiascone – Pratiche edilizie lampo in cambio di bustarelle, si aggrava la posizione del responsabile dell’ufficio tecnico del comune falisco Angelo Cecchetti, chiamato a rispondere di corruzione, falso e abuso d’ufficio. 

E’ il processo agli otto imputati rinviati a giudizio nel 2015 per fatti avvenuti a Montefiascone tra il 2008 e il 2011, tra i quali il dirigente difeso dall’avvocato Giovanni Labate. 

Ieri il pubblico ministero Stefano D’Arma ha modificato, appesantendolo, un capo d’imputazione che riguarda il principale imputato e uno dei privati coinvolti nel procedimento entrato nel vivo lo scorso 13 dicembre davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini.

Il sostituto D’Arma, inoltre, ha chiesto l’acquisizione nel fascicolo del dibattimento dei fotogrammi delle riprese aeree dei luoghi, effettuate dai militari del comando forestale di Montefiascone.

Richiesta accolta, nonostante l’opposizione delle difese, in quanto “dirimenti”, secondo il tribunale, che ha comunque concesso tempo fino all’udienza del 9 maggio agli avvocati per esaminare la nuova documentazione depositata a sorpresa dall’accusa. 

D’Arma ha spiegato che proprio in seguito a quanto emerso durante l’udienza di tre mesi fa ha raccolto l’ulteriore documentazione, relativa ai presunti abusi edilizi commessi da privati, di cui sarebbe stata consapevole, nella persona di Cecchetti, la pubblica amministrazione.

Davanti al collegio, oltre al dirigente, sono imputati anche due privati accusati di aver pagato mazzette a Cecchetti, due geometri, il proprietario di un terreno in località Rosignolo, il progettista dei lavori nonché il titolare della ditta che li ha eseguiti.

Le presunte pratiche edilizie lampo in cambio di bustarelle sono quelle relative alla costruzione di un fabbricato ad uso residenziale-agricolo, munito di recinzione e muri di contenimento in cemento armato, in via Cassia Vecchia. 

Al centro del processo anche uno scavo su una superficie di 260 metri quadri e la realizzazione di una rampa di cemento in località Rosignolo, sempre a Montefiascone, per il quale, dopo la mancata sospensione della Dia, il 15 settembre 2011 è giunto l’okay alla variante al permesso a costruire datato 2006, nel frattempo decaduto.

Si torna in aula fra poco più di un mese. 

Silvana Cortignani


Articoli: “Sul colle falisco, pratiche edilizie lampo in cambio di bustarelle” – Tangenti e abusi edilizi, a giudizio il dirigente comunale Angelo Cecchetti – Tangenti per mandare a buon fine le pratiche


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