Viterbo – La Talete è in attesa. È in attesa di ricevere dalla magistratura capitolina gli atti dell’inchiesta su Salvatore Parlato, indagato in qualità di presidente del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Ma Parlato è anche il presidente della società che gestisce il servizio idrico integrato per 58 comuni del Viterbese e per tre comuni della provincia di Roma. E nonostante Talete non c’entri nulla con l’operazione della Guardia di finanza, è inevitabile che questa incida pure sugli equilibri della società di via Romiti. Ma per ora è tutto in sospeso. Come è in sospeso l’ordinanza d’arresto ai domiciliari del gip di Roma nei confronti di Parlato. Essendo attualmente all’estero, i militari delle fiamme gialle non hanno potuto ancora notificarla.
“Talete – fa sapere Giuseppe Fraticelli, membro del Cda – non ha ancora ricevuto la comunicazione formale della magistratura. Per tanto, per il momento, non è possibile attuare alcun tipo di decisione. Tutti gli uffici, nel rispetto delle proprie competenze, sono naturalmente impegnati nel verificare ciò che dovrebbe essere assunto, soprattutto per non far rimanere la società priva dell’organo che la rappresenta legalmente”. Ovvero, il presidente.
“Lo statuto della Talete – continua Fraticelli – non fa minimamente riferimento a fatti di rilevanza penale. Ci sono normative generali alle quali può essere ricondotta pure la realtà societaria della Talete. Normative che, in presenza di alcuni accadimenti, ne scaturiscono altri. Sono in corso fior di approfondimenti e studi, ma non è ancora possibile anticipare quale sarà il quadro normativo che dovrà essere rispettato dalla Talete quando arriverà formalmente la comunicazione. Al momento, in assenza di qualsiasi tipo di notizia ufficiale, il presidente Parlato resta in carica con tutti i pieni poteri”.
Intanto ieri, sia l’assessore Enrico Maria Contardo che la consigliera del Pd Martina Minchella, hanno chiesto la “convocazione urgente della quinta commissione” del comune di Viterbo che, presieduta da Andrea Micci, si occupa proprio delle società partecipate. Tra cui Talete. “Considerato che il comune di Viterbo è il maggior azionista della Talete e considerando la necessità di una efficace ed efficiente gestione della società in grado di garantirne il buon andamento – scrive Minchella -, chiedo al sindaco Giovanni Arena di relazionare su quanto ritiene opportuno fare e sulle eventuali azioni che intende intraprendere per evitare che le vicende giudiziarie possano rallentare l’attività della più importante società di cui il nostro comune è socio”.
Dal canto suo, il primo cittadino assicura: “Risponderò all’interrogazione della consigliera Minchella. Ma devo prima vedere, a norma di regolamento, cosa possiamo fare. Io e i sindaci degli altri comuni azionisti della Talete. Perché, anche se Viterbo ha la quota più alta, in questo caso siamo tutti sullo stesso piano. E poi, attualmente, è il centrosinistra ad avere la maggioranza del Cda della società e, forse, è proprio il centrosinistra a dover prendere l’iniziativa”.
Ruolo di coordinatore, in questo caso, potrebbe averlo il presidente della provincia Pietro Nocchi. “Sto verificando, sia con Talete che con l’Ato (che comprende 58 comuni del Viterbese, ndr), i passi da fare. Anche a livello di consiglio di amministrazione. Ma vorrei ribadire che tutta questa storia, non solo non riguarda Talete, ma non mette neppure in discussione l’intera società, che è fatta di persone che lavorano quotidianamente sul territorio”.
Raffaele Strocchia
– Arresti domiciliari per Salvatore Parlato
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



