Tarquinia – “Il Cristo che molleggia, portato a spalla sopra un mare di teste come nave in mezzo alla burrasca, si volta, e col braccio alzato posa un momento a benedire il popolo genuflesso». Vincenzo Cardarelli descrive così, nel Sole a picco, la processione del Cristo risorto.
Anche quest’anno la tradizione di Pasqua si rinnova. Migliaia di persone hanno affollato il centro di Tarquinia per vedere la statua correre sulla “marcetta” della banda “Giacomo Setaccioli”. Puntuale alle 18, la statua Cristo risorto esce dalla chiesa di san Giuseppe. Prima, in piazza Giacomo Matteotti, i saluti istituzionali con don Augusto Baldini e con la vice commissario Plautilla Calvani.
Un momento è stato dedicato all’ex sindaco Pietro Mencarini nominato presidente onorario dei Fratelli del Cristo risorto. “Con volontà unanime l’associazione si è rivolta al nostro vescovo Luigi Marrucci per determinare questa nomina”, dice don Augusto, consegnando al figlio dell’ex primo cittadino la targa. “Vi porto il ringraziamento di mio padre – afferma Giove Mencarini -. Per lui ricevere questo riconoscimento è fonte di gioia e soprattutto un attestato di grande stima. È sempre stato legato all’associazione”.
Poi la benedizione a tutti i gruppi che compongono la processione. Lasciata la chiesa di san Giuseppe, il corteo ha percorso via dello Statuto, per imboccare via Giuseppe Garibaldi dritto verso l’ospedale, per il consueto saluto agli ammalati. Quindi il rientro nella cinta muraria per scendere fino a via Umberto I, passando per via XX Settembre. Poi veloce fino a piazza Cavour per una sosta.
Attimi fondamentali per recuperare le forze e curare ogni minimo dettaglio in vista del gran finale. Momenti che lasciano in silenzio la folla, prima del boato e delle campane della torre del palazzo comunale suonate a festa. La statua riprende di slancio la sua marcia salendo corso Vittorio Emanuele II fino a piazza Giacomo Matteotti, per salutare la folla e benedire Tarquinia, facendo rientro nella chiesa di san Giuseppe.
Ad annunciare l’arrivo del Cristo risorto gli sparatori con i fucili caricati a salve, i portatori dei tronchi a forma di croce, adornati con fiori e corone d’alloro e pesanti fino a 90 chili, e quelli dei lampioni. Ma fondamentale è il ruolo della banda “Giacomo Setaccioli”, che scandisce il ritmo della processione con la “marcia”, dal tema musicale serrato e coinvolgente. L’elemento che più contraddistingue la processione della città etrusca.
Daniele Aiello Belardinelli
Multimedia: Fotoracconto: La processione del Cristo risorto – video
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY