Viterbo – “In provincia l’inciucio è servito”. Il presidente di palazzo Gentili Nocchi ha appena ufficializzato l’intenzione d’affidare parte delle deleghe anche a esponenti dell’opposizione e Chiara Frontini (Viterbo 2020) esce per un attimo dal comune e si sposta alla vicina via Saffi.
Per bocciare senza appello l’intesa che partendo dal Pd arriva fino al centrodestra. “Di fatto – osserva Frontini – tornano le vecchie logiche consociativiste, tra partiti di destra, come FdI e Lega, passando per Forza Italia e arrivando al Partito democratico. Per spartirsi le poltrone”.
Idea, per usare un eufemismo, non entusiasma Frontini. “Una grande ammucchiata che offende gli elettori. Meglio sarebbe a questo punto, il voto diretto da parte dei cittadini, per evitare che certe cose possano accadere”.
Oggi l’amministrazione provinciale, più che vivere sopravvive. L’intesa, il presidente Nocchi l’ha presentata come un modo per meglio amministrare un territorio con i pochi mezzi a disposizione. Motivazione che non convince Chiara Frontini.
“Sarebbe interessante – osserva la consigliera Viterbo 2020 – capire cosa ne pensano i leader nazionali di questi partiti. Salvini sarebbe d’accordo dell’intesa con il Pd, oppure Giorgia Meloni e da lì a scendere?
È tempo che i cittadini aprano gli occhi, si ribellino a un modo consociativo di governare. Un’auto alimentazione di un sistema, a discapito della risoluzione di problemi”.
Ieri pomeriggio, esponenti Pd, Pietro Nocchi, il consigliere regionale Enrico Panunzi, con Angelo Cappelli, ex assessore provinciale e attualmente nella segreteria del presidente provinciale, sono stati avvistati mentre discutevano con Gianluca Grancini, consigliere FdI comunale e provinciale. Sotto i portici del comune.
Si replica l’intesa pure a palazzo dei Priori? Frontini allontana subito anche solo l’idea.
“Non pensino che si possa mai replicare una cose del genere in comune, Qui l’opposizione è diversa. E ancora una volta, loro sono il caos e io Chiara. Loro si ammucchiano e noi restiamo con una idea netta, un’identità precisa e definita per la città”.
E se i numeri non ci sono: “Se si ha una maggioranza si governa – conclude Frontini – altrimenti se ne prende atto. Evitando ammucchiate che fanno male alla democrazia. Esiste un altro modo di fare politica rispetto a questo”.
Giuseppe Ferlicca
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