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“Sono indignato, chi ha sciolto il picchetto? La ministra Trenta intervenga!”

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Valerio De Nardo

Valerio De Nardo

Viterbo  – Riceviamo e pubblichiamo – Enrico Mezzetti ha un brutto difetto: dice quel che pensa. Il presidente dell’Anpi, lo scorso 25 aprile, a piazza Martiri d’Ungheria, ha semplicemente ricordato fatti storici ed espresso opinioni sul dibattito politico in corso leggendolo dall’osservatorio di chi oggi rappresenta un pezzo di storia e di memoria del paese.

Lo ha fatto senza diplomazie, ricordando le stragi che il fascismo ha perpetrato, lo ha fatto stigmatizzando comportamenti attuali di alcuni dei massimi vertici istituzionali dello Stato.

Lo ha fatto con l’ingenuità di chi l’impegno civile l’ha sempre vissuto per passione e vocazione, mai per interesse, oggi da presidente di una “piccola associazione”.

Ma in margine a quel che è accaduto giovedì scorso, ci tengo a dire un’altra cosa. Quale ufficiale in congedo dell’Esercito Italiano (ebbene sì, lo sono), mi dichiaro indignato del rompete le righe ordinato (da chi? per quale motivo?) quando ancora non erano concluse le celebrazioni per la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Il presidente della provincia e il sindaco di Viterbo hanno parlato senza la presenza del picchetto militare: senza la presenza dovuta a ricordo delle centinaia di migliaia di soldati che, obbedendo ai loro superiori, rifiutarono di consegnare le armi all’invasore e tennero fermo il loro giuramento di fedeltà alla Patria.

È questo l’esempio di fedeltà alle istituzioni repubblicane e democratiche che si intende dare? È questo il segno che si intende dare alla difesa della sovranità popolare sancita dall’articolo 1 della nostra Costituzione? Possiamo ricordare che “l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”, secondo quanto previsto dall’articolo 52 comma 3 della nostra carta fondamentale? Quale distorta suggestione sovranista ha indotto quell’ordine?

Le forze armate sono al servizio della Nazione, non di una parte politica, non possono in alcun modo esserlo. Quello che è accaduto il 25 aprile a Viterbo è inquietante. Credo che la ministra della Difesa Elisabetta Trenta debba in qualche modo intervenire. Sollecito il consigliere Massimo Erbetti a farsi latore di tale inquietudine.

Valerio De Nardo
Ufficiale dell’Esercito Italiano in congedo


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