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Viterbo - Questa mattina nel corso delle celebrazioni per il 25 aprile - Protagonista il socio di un'associazione combattentistica - Fischi anche per la canzone partigiana "Bella ciao" - FOTO E VIDEO

Liberazione, il presidente dell’Anpi duramente contestato in piazza

di Daniele Camilli
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Viterbo – Il presidente dell’Anpi di Viterbo Enrico Mezzetti è stato duramente contestato durante il suo discorso per celebrare il giorno della Liberazione dal nazifascismo.

A piazza del Sacrario. 25 aprile 2019. Settantaquattro anni dopo nazisti e fascisti. Alla fine della manifestazione è stata fischiata anche “Bella ciao”, inno partigiano.

La contestazione è dura e arriva direttamente dalle file delle forze armate. Dal gazebo dove si trovano i militari e poco prima anche tutte le autorità. Dal prefetto al sindaco, fino alla regione e al presidente della provincia.


Viterbo - Enrico Mezzetti

Viterbo – Enrico Mezzetti


Protagonista un socio dell’associazione Arma areonautica. Il presidente dell’associazione partigiani Mezzetti stava tenendo il suo discorso con diversi passaggi in merito al comportamento del ministro dell’interno Matteo Salvini giudicato da Mezzetti né più, né meno che un comportamento “eversivo”.


Multimedia – Fotogallery: La contestazione contro il presidente dell’AnpiLa celebrazione del 25 Aprile – Video: I momenti della contestazione contro il presidente dell’Anpi – Il 25 Aprile a Viterbo


Dalla zona dei militari, parte innanzitutto un “che c’entra!”, diretto a Mezzetti. Poi, prima che il presidente dell’Anpi finisse il suo intervento, un uomo sulla sessantina si stacca dal gruppo di soldati e associazioni combattentistiche e va dritto verso Enrico Mezzetti. “Stiamo celebrando la liberazione!”, urla vestito con la divisa dell’associazione di cui fa parte. Immediato l’intervento della digos. Un poliziotto che aveva la sciarpa calata sulla schiena come il fazzoletto che portavano i partigiani. Ha subito afferrato e portato via chi stava contestando. La persona ha avuto anche un minimo di riluttanza ad allontanarsi. “Non vado via”, dice al funzionario della digos che cerca di calmarlo dicendogli probabilmente che il suo comportamento stava complicando le cose. “E lui può fare questa campagna elettorale? – la risposta – E’ ridicolo”. Insulti verso chi stava contestando anche da parte delle persone presenti. Tante, oggi, per il corteo della liberazione. “Falla finita – gli dice qualcuno -. Prendete nome e cognome e denunciatelo”.


Viterbo - La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo – La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti


Immediatamente dopo la contestazione, e mentre Enrico Mezzetti stava ancora parlando, i militari presenti sotto il gazebo hanno sciolto le righe e se ne sono andati.

Alla fine della manifestazione un gruppo di persone canta “Bella ciao”. Da una delle finestre di fronte, a intermittenza, un fischio. Anch’esso a contestare e disturbare. Un venticinque aprile cupo, anche a Viterbo.


Viterbo - La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo – La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti


Quello che è accaduto questa mattina non era mai successo prima.

“Senza la narrazione della Resistenza – ha detto Mezzetti – e senza la Costituzione repubblicana e antifascista tutto è possibile. E’ un salto nel buio. Resistenza e Costituzione sono gli elementi fondanti della nostra comunità e della nostra società. Se abbattiamo questi pilastri non sappiamo dove andremo a finire. Prendiamo però atto degli attacchi alla democrazia. Ma gli anticorpi sono ancora forti. E la manifestazione di questa mattina lo dimostra”.


Viterbo - La zona dedicata alle forze dell'ordine e alle istituzioni

Viterbo – La zona dedicata alle forze dell’ordine e alle istituzioni


In piazza ci sono tutte le istituzioni. Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il presidente della provincia Pietro Nocchi, il consigliere regionale Enrico Panunzi, il questore Massimo Macera, l’ex sindaco Leonardo Michelini e l’ex assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi. Assieme a loro consiglieri comunali, d’opposizione. Non tutti. Polizia locale, gonfaloni e forze dell’ordine. Tranne Giulio Marini e Paola Bugiotti, non si vedono invece i consiglieri di maggioranza. Tranne Matteo Achilli, di prima mattina, dalle parti di porta Romana. Ma stava lì solo per una passeggiata. In piazza anche la Cgil, l’Arci e diverse altre associazioni che lavorano sul territorio della Tuscia. In piazza del Sacrario arriva anche il prefetto Giovanni Bruno.

“L’atteggiamento del governo è una vergogna – aggiunge Mezzetti -. Ma è vero pure che a livello istituzionale ci sono gli antivirus giusti. E in piazza c’è ancora tanta gente. E questo è confortante”.


Viterbo - La celebrazione del 25 aprile

Viterbo – La celebrazione del 25 aprile


Il corteo è partito alle 10 e mezza da piazza San Sisto percorrendo via Garibaldi e via Cavour. Tre le corone di fiori. La prima è stata lasciata al liceo classico dedicato al partigiano Mariano Buratti, ucciso a Forte Bravetta a Roma alla fine di gennaio del 1944. Il liceo dove ha studiato anche Luigi Petroselli, primo sindaco comunista della Capitale. La seconda davanti alla lapide a ridosso della chiesa degli Almadiani che ricorda i caduti della seconda guerra mondiale. Infine l’ultima sul monumento ai caduti di tutte le guerre.

“Vorrei rivolgermi ai giovani – ha detto il sindaco Arena dal palco allestito in piazza dei caduti -. Il concetto è semplice. Ci sono italiani che hanno dato la vita per riconquistare la libertà che non c’era. E attorno a questo concetto non si discute. Questo è”.

“I ricordi sono tanti – ha commentato il consigliere regionale Enrico Panunzi -. Speriamo che questa manifestazione riprenda vigore. Sono valori fondamentali, per tutti. Lo dobbiamo a tanta gente che ha dato la vita. Abbiamo un dovere verso di loro e un impegno verso le generazioni future”.


Viterbo - La celebrazione del 25 aprile

Viterbo – La celebrazione del 25 aprile


Infine il presidente della provincia Pietro Nocchi. “Noi quel momento, quel sangue, non li abbiamo vissuti. Noi di quel sangue abbiamo usufruito. Vi lascio dicendo…’è questo il fiore del partigiano, morto per la libertà’. Viva l’Italia, Viva il 25 aprile”.

Daniele Camilli


Articoli: Usb “25 aprile, decine di bandiere sindacali presenti”  – Potere al Popolo Tuscia “25 aprile, hanno partecipato decine di persone e numerose autorità”  – Rifondazione comunista: “25 aprile, c’è stata anche una nota di folclore…”  – Infantino (Anpi): “L’Anpi non fa alcuna distinzione di colore politico” – Quadrani (Circolo reale della Tuscia): “Una manifestazione gestita in modo fazioso” –  “C’hanno messo una crocetta e quel tedesco sul terreno nostro è sotterrato…”


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25 aprile, 2019

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