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Rimborsi non dovuti per il figlioletto trapiantato, assolto il padre

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Ospedale pediatrico Bambino Gesù

Ospedale pediatrico Bambino Gesù

Viterbo – (sil.co.) – Rimborsi non dovuti per le spese sostenute da una famiglia durante il ricovero del figlio malato al Bambin Gesù per un trapianto di midollo osseo. Il bimbo per fortuna ora sta bene, ma il padre è finito sotto processo per indebita percezione di erogazioni a danno dello stato.

Il processo, celebrato davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, si è chiuso ieri con l’assoluzione “per non aver commesso il fatto”, dopo che l’accusa aveva chiesto che l’imputato venisse condannato alla pena di un anno e due mesi. Niente di fatto per la Asl, che si è costituita parte civile chiedendo i danni: “Anche a considerazione dei danni per gli aventi diritto alle erogazioni”.

Al centro della vicenda scontrini e fatture per le spese sostenute, ben oltre il ricovero del bambino, ricoverato al policlinico per due mesi. Nel mirino, in particolare, il contratto d’affitto, stipulato per la durata di 60 giorni, mentre il padre, presentando secondo l’accusa carte false, ha chiesto rimborsi per un anno di locazione.

L’uomo, un viterbese inizialmente indagato per truffa allo stato, è stato difeso dall’avvocato Luigi Mancini. Nel corso dell’istruttoria è stato sentito anche il  maresciallo della guardia di finanza di Viterbo che si è accorto delle anomalie, nonché la donna romana che aveva affittato ai genitori l’appartamento vicino all’ospedale dove sono rimasti soltanto per due mesi agosto e settembre 2012, pagando un canone complessivo di 1800 euro. 

“Dovevano restare più a lungo, ma hanno lasciato l’appartamento prima, dicendo che il figlio era stato dimesso”, ha spiegato la teste, negando che l’imputato abbia pagato affitti anche nel periodo da ottobre 2012 fino al 2014, come risulta invece dalle richieste di rimborsi.

“Ci siamo accorti che le richieste di rimborso per gli affitti non erano regolari perché erano delle scritture private, senza alcuna registrazione allegata, un’anomalia. Come lo erano gli scontrini fiscali e le ricevute per altre spese, la maggior parte senza indicazione del luogo dove era stato consumato il pasto e via dicendo, quanto meno incompleti. Ci siamo insospettiti e abbiamo approfondito”, ha spiegato il maresciallo Giuseppe Graziano. 


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