Viterbo – (r.s.) – San Pellegrino in fiore. Addobbi, piante, vasi e vasetti non mancano. Ma neppure le erbacce. E a farle notare al sindaco Giovanni Arena, durante il tour dopo il taglio del nastro in piazza del Comune, sono un paio di cittadini. Gli mostrano la scalinata che dal ponte di via San Lorenzo porta a via Sant’Antonio. E, in effetti, quello che si vede non è un bel biglietto da visita per i tanti turisti che, già da stamattina, stanno affollando vicoli e piazze del centro storico. Il sindaco assicura che si sta dando da fare. Il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli, invece, la butta in caciara: “È il bosco verticale”, minimizza.
La 33esima edizione di San Pellegrino in Fiore è stata inaugurata questa mattina. E sarà la più lunga che si ricordi. La manifestazione, a differenza degli scorsi anni, invece che fermarsi il primo maggio, colorerà e profumerà il centro storico fino al 5. Boccioli, piante, vasi e vasetti sono in ogni angolo. Da piazza del Gesù a piazza della Morte, da piazza San Lorenzo a piazza San Carluccio. Fino ad arrivare a San Pellegrino.
A farla da padrona sono però, ancora una volta, gli stand per acquistare i fiori. Senza, piazza del Gesù sarebbe spoglia. Ed è incredibile lasciare uno scorcio del genere privo di composizioni. Poca roba anche sulla fontana di piazza della Morte, ma fortunatamente sono spariti gli orribili boccioli in ammollo dello scorso anno. Si vende anche ai piedi del duomo. Meglio alzare lo sguardo verso la loggia e la scalinata di palazzo dei Papi. Lì addobbi e creazioni artistiche, seppur minimi, fanno sempre il loro effetto.
Una fontana in tufo la fa da padrona in piazza San Carluccio. Immancabile quella in piazza San Pellegrino: una vasca circondata da tronchi di albero con al centro due cerchi abbelliti da foglie e rose da cui scende dell’acqua. Sui gradini della chiesa troneggia la scritta Viterbo, mentre le canne riempiono gli archi. Il quartiere medievale, che dovrebbe essere il cuore della manifestazione, nel complesso è però spoglio. Poco e niente lungo la strada che collega piazza San Carluccio a piazza San Pellegrino. Eccetto la nota di colore di piazza Scacciaricci, grazie all’associazione di volontariato Solidarietà e servizio e alla congregazione delle suore ospedaliere di Villa Rosa.
Turisti e visitatori, soprattutto per chi viene in città per la prima volta, apprezzeranno comunque la manifestazione. Ma solo perché basta veramente poco per rendere bello un centro storico di per sé unico. Come sempre, è l’occhio attento dei viterbesi a vedere quello che non c’è. A notare le differenze e a fare paragoni, sempre perdenti, con gli anni dei fasti.
A Pianoscarano simpatica la Via dei fiori. Non sono freschi, ma fatti all’uncinetto. Con la fontana di piazza Fontan di Piano circondata da finti cactus.
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