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Crisi in comune, doppia verifica con la Lega

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Viterbo - Il sindaco Giovanni Arena e il vice Enrico Maria Contardo

Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena e il vice Enrico Maria Contardo

Viterbo – Crisi in comune, c’è ma non si vede. Ma si sente il bisogno di un chiarimento fra i partiti.

La Lega ha minacciato di sbattere la porta e andarsene, dopo la tornata elettorale ormai alle porte. Su tutte le furie per la decisione del sindaco Arena di votare il cda di Talete, nonostante i leghisti avessero suggerito di rinviare tutto a dopo il 26 maggio.

Il senatore leghista Umberto Fusco aveva avvertito: “Dopo le Europee Arena può fare la maggioranza con il Pd”. Partito con cui ha votato presidente e consiglieri della società idrica.

Il vice sindaco leghista Enrico Maria Contardo aveva rincarato la dose: “Se può fare a meno della Lega per Talete lo può fare anche per tutto il resto”.

Situazione tutt’altro che serena e l’esito del voto potrebbe dare un ulteriore scossone al comune. Per provare a trovare una non facile via d’uscita, sono in programma due incontri. Doppia verifica, in un confronto diretto fra il sindaco Giovanni Arena e il gruppo della Lega.

“Abbiamo fissato due incontri – osserva Contardo – per chiarire quanto accaduto con Talete, è necessario comprendere bene i rapporti tra il maggior partito all’interno della coalizione e il primo cittadino”.

Appuntamento giovedì, poi un secondo vertice a risultato elettorale acquisito, il 28 maggio.

“Verificheremo cosa ha funzionato e cosa no – sostiene Contardo – se il primo cittadino ritiene di poter prendere decisioni senza nemmeno consultarci, mi pare un problema. Un chiarimento è necessario”. Anzi due.

“Il sindaco ci ha chiamati – precisa Contardo – c’è la volontà di vedersi e questo ci ha spinti a rimanere in consiglio comunale e a mantenere il numero legale, in attesa del confronto”.

Per ora i leghisti restano al loro posto. Chissà fino a quando.

Non ci sono solo le elezioni in 27 comuni e le Europee. All’orizzonte, anche l’approvazione del rendiconto, il 4 giugno.

Senza un chiarimento che probabilmente passerà anche attraverso il rimpasto in giunta solo rinviato, la strada si fa tutta in salita.

Giuseppe Ferlicca


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