Viterbo – (s.s.) – La squalifica è pesantissima e la Viterbese non ci sta.
Giornata da dimenticare, quella di ieri, per la squadra laziale, che oltre a fare i conti con la fresca uscita dai playoff ha dovuto incassare un duro colpo dalla giustizia sportiva.
I fatti del Rocchi, relativi alla presunta aggressione di Luciano Camilli al presidente dell’Arezzo Giorgio La Cava, hanno portato a una maxi sanzione per il vicepresidente gialloblù, multato di 30mila euro e inibito dall’attività dirigenziale per cinque anni.
La motivazione del giudice sportivo Cosimo Taiuti è spiegata in un lungo comunicato diffuso ieri dalla Lega pro, che descrive in maniera dettagliata quanto sarebbe successo prima dell’incontro finito 2-0 per la squadra toscana.
“Antecedentemente all’inizio della gara – recita la nota -, in prossimità del tunnel che conduce agli spogliatoi, Luciano Camilli aggrediva prima spingendolo alle spalle e poi con calci alle gambe, il presidente dell’Arezzo Giorgio La Cava.
Successivamente, raggiunta l’estremità opposta del tunnel, aggrediva nuovamente Giorgio La Cava colpendolo con estrema violenza con un pugno al capo.
La Cava cadeva a terra, accusando un malore e veniva soccorso dai sanitari in servizio all’impianto (avvisati dal delegato di Lega). Prestate le prime cure sul posto, veniva successivamente trasportato con ambulanza in ospedale per ulteriori accertamenti”.
Parole dure, quelle arrivate proprio il giorno del 31esimo compleanno del vicepresidente gialloblù. Che hanno mandato su tutte le furie Piero Camilli, convinto di aver ricevuto uno sgarbo dalla Lega.
Con ogni probabilità il club di via della Palazzina presenterà un ricorso contro l’inibizione e non sono escluse ulteriori sorprese. Col numero uno gialloblù che sembra addirittura intenzionato a lasciare il club.
Samuele Sansonetti
