Acquapendente – Santone accusato da una madre di schiavizzare sessualmente le sue vittime, disposto l’incidente probatorio sulla figlia 24enne della donna. Il 23 maggio la giovane, assistita dall’avvocato Vincenzo Dionisi, sarà sentita a porte chiuse, in modalità protetta.
Lo ha chiesto il pubblico ministero Paola Conti che indaga per la procura della repubblica di Viterbo sul caso del santone di Acquapendente sollevato dalla trasmissione televisiva delle Iene. E adesso è arrivato il via libera del gip Francesco Rigato, davanti al quale, a fine mese, saranno cristallizzate le testimonianze delle presunte vittime contro il sedicente maestro (spirituale) Lino.
Articoli: I carabinieri indagano sul “maestro” Lino – “Masturbati e spiega alla mamma che sei la mia puttana…”
Sulla delicata vicenda emersa in seguito al servizio di Italia Uno, che ha fatto seguito alla denuncia per maltrattamenti sporta dalla madre di una 24enne, indagano i carabinieri della compagnia di Montefiascone. In seguito alla querela, nei confronti del sessantenne era stata già disposta la misura cautelare dell’allontanamento a 300 metri, successivamente ridotta a cento metri.
Video: Il servizio delle Iene
“Non mostrare esitazioni, masturbati – dice una voce maschile nelle registrazioni che avrebbe fatto la madre a casa della figlia, trasmesse nel servizio delle Iene – spiegalo forte e chiaro alla mamma che tu sei la mia puttana”.
“Da quando ha conosciuto Lino, mia figlia si è trasformata nella schiava sessuale del “maestro”, che l’ha allontanata totalmente dal mondo reale”, dice la madre della 24enne, che non vedrebbe la figlia dai primi di novembre.
Altre due donne di Acquapendente hanno raccontato in televisione di aver conosciuto il “maestro” Lino. “Parlava dell’energia sessuale da sbloccare e di abbandonarsi completamente”, hanno detto. E ancora: “L’obiettivo era quello di avere un rapporto completo con lui”.
Lui si sarebbe presentato come uno psicologo, sostiene la madre. “Ma – continua la donna – ha a malapena la terza media”. Avrebbe convinto la giovane: “Ho avuto una vocazione – ricorda la madre – lei mi disse così, ho deciso di trasferirmi ad Acquapendente”. Comune dove il santone, con altri ragazzi, vorrebbe fondare una comunità.
Alla mamma la giovane avrebbe raccontato: “Condividiamo le spese, l’affitto”. “Mia figlia faceva tre lavori per avere i soldi. Doveva anche occuparsi di fare la spesa al signor Lino, comprare le sigarette o pagare le bollette. C’è stato un allontanamento repentino dalla famiglia. Mia figlia non era più mia figlia e mi ha portato a capire che sotto c’era qualcosa di grave”, dice la donna.
La donna, come spiegano in trasmissione, durante una visita, le ruba il diario e le controlla i messaggi. “Ho saputo – dice la madre – che doveva dormire con lui, veniva svegliata alle 3 di notte per masturbarsi. Lui doveva incanalare l’energia. Doveva cucinare nuda, doveva lavare i pavimenti, era schiavizzata”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


