Viterbo – “Ho sbagliato perché pensavo di riuscire a cambiare le cose”. Claudia Nunzi dopo l’addio a Fratelli d’Italia e il lancio dell’idea “Avanti per Viterbo”, ancora avvolta nel mistero, l’ex assessora leghista torna a parlare della sua breve, seppur intensa esperienza politica nella giunta Arena. Prima che il sindaco la sfiduciasse.
“A 29 anni – ricorda Nunzi – grazie ai voti che ho preso e che mi hanno permesso di essere la seconda più votata della Lega, sono stata nominata assessore. E con onore e spirito di sacrificio ho lavorato mettendo corpo e anima nella cosa pubblica”.
Tanto impegno, ma anche diverse critiche: “Ci credevo e se ho fatto errori non li ho commessi mai con dolo, ma per la voglia di fare e sì, anche per inesperienza. Ero alla mia prima esperienza politica”.
Presto ha dovuto fare i conti con la realtà. Un po’ diversa da quello che si aspettava. “Con il trascorrere dei giorni – ricorda Nunzi – mi rendevo sempre più conto che quello in cui credevo era solo un’illusione e in quei 9 mesi mi sono accorta del fallimento dei partiti. Inutili contenitori di poltrone, dove prima si pensa a sistemare le pedine e poi a mettere in pratica i punti dei programmi. Che, poi, sulla messa in pratica dei punti del programma ho dubbi. In campagna elettorale andavo a dire ai miei elettori che avremmo abbassato le tasse. E, invece, in un anno è stata aumentata la tariffa dell’acqua e anche quella della Tari. È stata data la responsabilità ad altri per questo. Ma era prevedibile? Certo che si. E così io ho preso in giro i miei elettori”.
C’è dell’altro: “Un altro punto del programma era lo sviluppo del sistema termale. Sono stata assessore al termalismo e ho cercato in tutti i modi di dare applicazione all’ordinanza sindacale del Sindaco Michelini e alla sentenza del TAR per la sistemazione del pozzo San Valentino per riportare finalmente l’acqua al Bullicame. Ad oggi apprendo dalla stampa che ancora non è stato fatto il bando sul pozzo Sant’Albino. Cosa stanno aspettando? Era tutto già pronto quando ero assessore e non mi capacito di questa perdita di tempo.
Anche qui ho deluso i miei elettori, perchè non sono riuscita a fare quello che dovevo fare. Quotidianamente ho ricevuto attacchi sulla stampa perchè si diceva che non stavo lavorando. Come mai ora c’è questo silenzio? Perché?”.
Non è tutto qui. “E, poi, il quartiere di Santa Barbara. Sono andata per ben quattro volte a parlare con i cittadini e i commercianti del quartiere per i problemi di viabilità. In 9 mesi non si sa per quali assurdi motivi ma solo per un rimbalzare delle responsabilità tra gli uffici, non sono neanche riuscita a far cambiare il verso di percorrenza di Via Porsenna (nonostante ad una commissione apposita si era tutti d’accordo nel farlo).
Anche qui, con quale faccia potevo guardare quelle persone che avevo incontrato? Idem per l’incrocio di Via Monte Cervino. E tutto questo è solo una piccola parte delle cose che avrei voluto fare per la mia città.
E infine, una delle mie battaglie più grandi, l’applicazione della legge anticorruzione, che prevede la rotazione degli uffici e delle posizioni organizzative all’interno della pubblica amministrazione, soprattutto nelle aree a più alto rischio di corruzione, nelle quali rientra anche la polizia locale.
E questo non per dare punizioni, come è stato fatto passare, ma perché lo dice la legge. Ho presentato una lettera protocollata proprio il giorno antecedente il Consiglio Straordinario sulla Mafia nella quale richiedevo lo stato di applicazione di tale normativa per iscritto (perchè verbalmente già me l’avevano presentata). Non ho mai avuto risposta scritta e ad oggi non mi risulta che sia stato fatto qualcosa in merito (spero di sbagliarmi).
Nella vita sono abituata a mantenere quello che prometto, nella vita mi piace rispettare le regole, nella vita ci metto sempre la faccia nelle cose che faccio e, se sbaglio, come in questo caso, sono pronta a chiedere scusa. E’ per questo che ho deciso di prendere le distanze dal sistema dei partiti.
In questi mesi che sono uscita dalla giunta non ho mai smesso di lavorare, non ho mai smesso di ascoltare e sono pronta a scendere in campo di nuovo ma senza l’illusione che i partiti possano cambiare le cose. Perché così non è e perché basta guardarsi intorno per capirlo”.
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