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Spacciava cocaina con l’app, resta in carcere il fonitore dei pusher

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L'avvocato Remigio Sicilia

L’avvocato Remigio Sicilia

Il pm Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi

Viterbo – (sil.co.) – Un’emoticon per ordinare la droga, no ai domiciliari. Resta a Mammagialla il 32enne albanese E.T. arrestato una settimana fa al Blitz di via della Sapienza su disposizione del gip Rita Cialoni che ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere del pubblico ministero Massimiliano Siddi. 

Gli inquirenti l’hanno ribattezzata operazione “Movimento”. Lui è il presunto fornitore di cocaina a una rete di piccoli spacciatori del capoluogo che poi avrebbero provveduto a immetterla sul mercato viterbese, cedendola agli assuntori. Secondo le indagini della procura, sarebbe bastata un’emoticon per ordinare la droga attraverso lo smartphone. Una manina per  prenotare cinque grammi di cocaina.

Emoticon inviate, secondo l’accusa, non tramite la messaggistica tradizionale, ma tramite l’app top Signal, che cancella gli invii dopo tre secondi. Più sicura di Whatsapp e altre applicazioni simili, secondo quanto accertato dagli investigatori, che comunque sarebbero riusciti a risalire lo stesso al modus operandi del giro di pusher e del loro grossista. Un sistema pratico, discreto e veloce che, secondo l’accusa, avrebbe permesso al “pusher dei pusher”di immettere sul mercato quantitativi anche nell’ordine di 50 grammi alla settimana, per introiti di migliaia di euro al mese.  

L’indagine, complessa e articolata, si è sviluppata in seguito a una serie di arresti per detenzione ai fini di spaccio di stupefacente, nella fattispecie cocaina, che durante la scorsa estate hanno insospettito gli inquirenti, indirizzandoli verso l’albanese, residente in un’abitazione del centro storico di Viterbo.

Non appena ottenuto il via libera all’arresto, i carabinieri hanno rintracciato e bloccato il 32enne, la sera del 10 maggio, mentre si trovava nel frequentato locale adiacente a Corso Italia, e lo hanno condotto in carcere.

Durante l’interrogatorio di garanzia, che si è svolto lunedì mattina davanti al gip Cialoni, E.T. ha negato tutto, sostenendo che lo stupefacente di cui è stato trovato in possesso era per uso personale. Al termine, dopo che l’indagato ha risposto a tutte le domande del magistrato, il difensore Remigio Sicilia ha presentato istanza di alleggerimento della misura, con la revoca della custodia cautelare in carcere e la concessione degli arresti domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari  ha sciolto ieri la riserva, rigettando la richiesta.

“Faremo ricorso al tribunale del Riesame”, anticipa l’avvocato Sicilia, convinto che non ci siano elementi perché il suo assistito resti dietro le sbarre. 


Articoli: Droga con l’app, si difende il fornitore dei piccoli pusher – Un’emoticon per ordinare la droga… – Prendeva le ordinazioni della coca con un sms


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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