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Uccide Fedeli, si toglie i vestiti insanguinati e sale sul bus per Capodimonte

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Viterbo – Quando è entrato nel negozio di Norveo Fedeli, Michael Aaron Pang, il 22enne fermato per omicidio e rapina, indossava una t-shirt blu. Ma dalla jeanseria di via San Luca, nel centro storico di Viterbo, è uscito con addosso un cappotto. Doveva nascondere le macchie di sangue frutto della “violenta e improvvisa aggressione”, come l’ha definita il procuratore Paolo Auriemma, che ha portato alla morte del commerciante 74enne. Ma sporca di sangue era anche la sneaker sinistra, che il giovane ha avvolto in una busta di plastica per evitare di lasciare impronte. “Le scarpe e i vestiti li abbiamo trovati nella sua stanza”, sottolineano il capo della squadra mobile Gian Fabrizio Moschini e il comandante del nucleo operativo Guglielmo Trombetta che, in un’operazione congiunta di polizia e carabinieri, hanno passato al setaccio la camera del bed and breakfast di Capodimonte in cui Pang alloggiava. “Altri vestiti – continuano – erano invece stati lasciati nel negozio del delitto”.

Omicidio Fedeli - Michael Aaron Pang prima e dopo l'uscita dal negozio del delitto

Il 22enne entra nella storica boutique di Fedeli intorno all’ora di pranzo di venerdì, a qualche minuto dalla chiusura. Ma non era la prima volta. “Martedì e giovedì – ricostruisce il capo della mobile Moschini – aveva provato a fare un acquisto di ingente valore (600 euro, ndr) con una carta di credito che prima non conteneva abbastanza denaro e poi è risultata bloccata”. Venerdì il giovane avrebbe preteso di non pagare la marce e sarebbe nata una discussione con il commerciante che è finita in tragedia. “Quando è stato fermato – evidenzia il tenente colonnello Trombetta – aveva dei piccoli tagli sulla mano e sul viso che si è procurato durante la colluttazione”.

Norveo Fedeli

L’arma del delitto è un piccolo sgabello di ferro che gli investigatori hanno trovato, rotto, all’interno del negozio. Il 74enne è stato colpito alla testa vicino al bancone e poi trascinato, lasciando una lunga scia rossa sul pavimento, fino a un appendiabiti mobile dietro al quale è stato nascosto e lasciato in una pozza di sangue. Pang, a quel punto, si appropria di una busta di vestiti, del portafoglio e del cellulare della vittima e sale sul pullman che lo riporta a Capodimonte. Mentre, come raccontato dal tenente colonnello Trombetta, il “portafoglio, con all’interno i soldi e i documenti di Fedeli, era nella stanza del 22enne”, il telefonino è stato ritrovato in via della Pettinara, a due passi da piazza della Rocca e a 150 metri da via San Luca. Sporco di sangue, è stato “lanciato” nel foro d’aerazione di una cantina.

A dare l’allarme, intorno alle 14 di venerdì, è stata la titolare del negozio di acconciature poco distante da quello del 74enne. La parrucchiera, insospettita dalla porta semiaperta, è entrata e ha fatto la macabra scoperta. E in pochi minuti quella stradina che da via Matteotti finisce in via Emilio Bianchi si è riempita di inquirenti e investigatori. “Tra le prime cose – riepiloga il comandate della mobile Moschini – abbiamo fatto degli accertamenti su alcuni scontrini trovati nella jeanseria e abbiamo ascoltato i familiari della vittima che ci hanno dato informazioni importanti. Hanno parlato di un giovane cliente che, stando a quanto Fedeli gli aveva raccontato, negli ultimi giorni era entrato diverse volte nella boutique con un comportamento strano. Abbiamo poi passato al vaglio i video delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona e siamo stati attratti da un ragazzo che è entrato nel negozio vestito in un modo e ne è uscito in un altro”.

Gli investigatori hanno il volto del presunto omicida, a cui bisogna però dare un nome e un cognome. E quel fotogramma finisce in tutte le questure e caserme d’Italia. La svolta arriva sabato mattina, quando due carabinieri di Marta e Capodimonte riconoscono il 22enne. “Vivendo quotidianamente il territorio – evidenzia il tenente colonnello Trombetta – lo avevano visto venerdì pomeriggio a Marta”. Le indagini si concentrano così nei due comuni del lago di Bolsena. “In particolare – prosegue Trombetta – una telecamera lo aveva immortalato mentre camminava in via Annibal Caro a Capodimonte, con gli stessi vestiti con cui era uscito dal negozio del delitto”. Pang viene bloccato, senza opporre resistenza, nella tarda mattinata a meno di 24 ore dall’omicidio. Era nella piazza vicina al bed and breakfast in cui alloggiava, mentre cercava di raggiungere a piedi il centro del paese. Portato nella caserma di via Etruria, davanti alla pm Eliana Dolce si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Omicidio Norveo Fedeli - Michael Aaron Pang

Difeso dagli avvocati Remigio Sicilia e Lilia Ladi, dalle 20 di ieri è nel carcere Mammagialla di Viterbo per omicidio e rapina. “Il pubblico ministero – spiega il procuratore Auriemma – ha emesso un provvedimento di fermo perché nei confronti del ragazzo sono già stati raccolti gravi indizi di reato e perché sussiste il concreto pericolo di fuga”. Ora il gip quel fermo lo deve convalidare e, in caso, applicare una misura di custodia cautelare. “Le indagini – dice Auriemma – non sono finte ma appena iniziate. I cittadini stanno lamentando una sorta di preoccupazione per quanto riguarda il livello di sicurezza pubblica in città, ma le forze dell’ordine sono sul territorio. E la loro sinergia porta sempre degli ottimi risultati”.

Guglielmo Trombetta, Paolo Auriemma, Gian Fabrizio Moschini

Ieri mattina, nell’obitorio del cimitero di San Lazzaro, è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Fedeli. “Era un commerciante molto noto – ricorda Auriemma -. Un persona stimata, perbene e apprezzata da tutti sia professionalmente che moralmente”. I risultati dell’esame post mortem non finiranno sulla scrivania del pubblico ministero prima di sessanta giorni. La salma è stata intanto restituita ai familiari, alla moglie Maria Chiara e ai figli Pierluigi e Nathalia, per i funerali. L’addio al 74enne alle 10 di domani nella basilica di san Francesco a Viterbo. Sarà lutto cittadino e alle 21,30 è in programma un corteo silenzio per le vie del centro. La camera ardente è stata allestita al cimitero di San Lazzaro, mentre alle 15 di lunedì il feretro verrà benedetto nella chiesa del cimitero di Nepi. Fedeli era originario del comune cimino.

Raffaele Strocchia


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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