- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Boom di nuove partite iva nel Lazio

Condividi la notizia:

Villa Buon respiro - Sit in dei sindacati in piazza del Comune

Sit in dei sindacati 

Operai al lavoro

Operai al lavoro

Viterbo - Giancarlo Turchetti, Alberto Civica e il segretario organizzativo nazionale Pierpaolo Bombardieri

Viterbo – Giancarlo Turchetti, Alberto Civica e il segretario organizzativo nazionale Pierpaolo Bombardieri

Viterbo - Ivana Veronese della Uil

Viterbo – Ivana Veronese della Uil

Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Le partite iva nel Lazio scoppiano di salute. Nel primo trimestre del 2019 nella regione di Romolo e Remo ne sono state aperte 22.767. Più del Lazio, seconda in Italia, solo la Lombardia (33.106). Al terzo posto la Campania (18.936).

Rispetto al primo trimestre del 2018, l’aumento delle partite iva nel Lazio è stato del 10%. Che diventa invece dell’80 se il confronto viene fatto con gli ultimi quattro mesi dell’anno scorso.

I dati sono stati resi noti da uno studio sulle partite iva fatto dal servizio politiche attive e passive del lavoro del sindacato Uil. In Italia le partite iva aperte all’inizio del 2019 sono state in tutto 196.060, con un aumento del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2018 e dell’89% in rapporto all’ultimo trimestre dello stesso anno.

“La legge di bilancio 2019 – spiega la segretaria confederale Uil Ivana Veronese – ha introdotto la Flat tax al 15% per le partite iva ed elevato, contestualmente, a 65 mila euro il limite di ricavi per utilizzare il regime forfettario. Come sindacato abbiamo manifestato subito il nostro disaccordo sull’introduzione di un nuovo regime fiscale non basato sul principio costituzionale della progressività, senza considerare il fatto che questo regime è molto più vantaggioso dell’Irpef pagata dai lavoratori dipendenti”.

“Un ulteriore elemento di criticità – commenta Veronese – è rappresentato proprio dal fatto che, essendo un regime fiscale più vantaggioso rispetto a quello del lavoro subordinato, molti occupati con contratti di lavoro border line opteranno o verranno ‘indotti’ a scegliere tale regime, anche se la legge di bilancio dispone che se nell’anno precedente all’entrata in vigore della norma si ha un reddito da lavoro dipendente, per l’anno successivo non è possibile avvalersi del regime agevolato. Questo per contrastare eventuali situazioni di elusione della norma dovuti all’effetto-annuncio”.

L’analisi dei dati sull’andamento delle aperture di nuove partite iva accese nel primo trimestre 2019, diffusi nei giorni scorsi dal ministero dell’economia e finanze, fotografa 196.060 nuove partite iva in Italia, con un aumento del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2018 e dell’89% rispetto all’ultimo trimestre dello stesso anno. In base alla natura giuridica del soggetto richiedente l’apertura, emerge che il 77% del totale nazionale delle nuove partite ha interessato soprattutto le “persone fisiche”, con un aumento del 14% su base tendenziale e del 128,6% su quella congiunturale.

Rispetto alle fasce di età, in valori assoluti, il primo trimestre ha visto nuove partite iva soprattutto tra i “giovani fino a 35 anni”. Oltre 69 mila giovani su un totale nazionale di 196 mila partite iva. Mentre la crescita delle stesse ha investito maggiormente gli over 50. Nella fascia 51-65 anni la variazione congiunturale registra un aumento del 137,6%.

Per quanto riguarda l’analisi dei dati regionali, emerge come il maggior numero di nuove partite iva, si concentri in Lombardia (33.106), seguita dal Lazio (22.767) e dalla Campania (18.936). In valori percentuali, le regioni con maggior incremento in termini congiunturali sono state l’Emilia Romagna (+103,9%), la Liguria (+102,4%) e il Veneto (+102,1%).

“E’ chiaro – conclude il segretario regionale della Uil Viterbo, Giancarlo Turchetti – che non possiamo da questo primo monitoraggio sulle partite iva comprendere gli effetti dell’introduzione della Flat tax, non essendo sufficiente ragionare sui soli primi 3 mesi di applicazione, ma già da questa analisi è possibile intravedere un fenomeno di crescita delle partite iva che va attenzionato nel tempo per scongiurare, che dietro questi aumenti, si nascondano distorsioni nel mercato del lavoro ed elusioni nell’applicazione dei contratti”.

Daniele Camilli


Lo studio della Uil 


Condividi la notizia: