Viterbo – “La rete si è ricomposta e sta avvenendo qui, a Viterbo”. Patrizia Nardi è la responsabile tecnico-scientifica della rete delle grandi macchine a spalla italiane. E il risultato è storico. Pace fatta.
Un’associazione, quella della rete, creata nel 2006 che include quattro feste religiose italiane. La Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda di li candareri di Sassari. All’inizio ne faceva parte anche i Ceri di Gubbio. Ma nel 2010 se ne tirò fuori.
Ieri, alla prova di portata dei facchini nell’ex chiesa della pace a Viterbo, c’erano anche i delegati della città di Gubbio. Fabio Mariani, presidente dell’Università dei muratori e degli scalpellini di Gubbio, Matteo Morelli della segreteria del sindaco di Gubbio e Francesco Mariucci dell’ufficio cultura.
Assieme a loro, Patrizia Nardi della rete e Stefania Baldinotti del ministero dei beni culturali. Con loro tutto il sodalizio dei facchini per le prove di portata. Tre giorni per fare la prova con 150 chili sulle spalle e portare poi la macchina di Santa Rosa il 3 settembre. Oppure ambire a farlo, diventando facchino. tre giorni. Il primo è dedicato ai facchini. Il secondo e il terzo a tutti coloro che si vogliono proporre. A fine luglio, inizio agosto la prova per chi in questi giorni non può farcela perché malato.
“Siamo venuti da Gubbio – ha detto Mariani – per rendere omaggio alla città di Viterbo e alla sua splendida festa di Santa Rosa. Con l’augurio che anche la nostra festa possa avere questo riconoscimento. E ci stiamo lavorando tutti quanti insieme. Ho assistito a un cerimoniale bello e suggestivo, che fa onore alla storia di questa festa”.
La rete nasce da un’idea di Patrizia Nardi. Nel 2005. In pochissimo tempo c’ha costruito attorno un’associazione. E la rete, di cui la macchina di Santa Rosa è uno dei punti di riferimento, ha ottenuto il riconoscimento Unesco. Nel 2013. La prima rete al mondo di patrimonio immateriale legato a un unico stato. Gubbio però si tira fuori dalla rete perché nel 2010 presenta una candidatura individuale. Sempre per ottenere il riconoscimento di patrimonio Unesco. Una candidatura che verrà però bocciata, lasciando Gubbio fuori da tutto. Dal 2014 è iniziato invece un vero e proprio percorso di recupero. Vale a dire il nulla osta delle altre città che fanno parte della rete. Un recupero che ieri sera si è fortemente consolidato.
“Quella viterbese – ha detto Nardi – è una comunità concreta e reale”. Che ai delegati di Gubbio ha fatto fare pure la prova di portata. Uno dopo l’altro. Tutti sono finiti sotto la scatola da 150 chili. Tanto per far capire la differenza.
“Quest’anno ci sono anche gli amici di Gubbio – che stanno molto faticosamente tentando di riagganciare il treno che è passato nel 2013 e potersi riproporre insieme a noi per avere il riconoscimento Unesco – ha detto il presidente del Sodalizio dei Facchini, Massimo Mecarini -. Non sarà una cosa facile ma tutti insieme stiamo cercando di realizzare questo sogno. Gubbio merita e la festa merita ed è bene averli insieme a noi”.
Daniele Camilli
Multimedia – Fotogallery: La prova di portata dei facchini di Santa Rosa – Video: Gubbio torna a far parte della rete
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