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“Pappalardo Fiumara ha ammesso la relazione con il parroco, l’estorsione e le minacce”

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Il pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara

Il pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara

Viterbo – “Gianfranco Pappalardo Fiumara ha ammesso l’esistenza della relazione intrattenuta con il parroco, nonché di avere effettuato un’unica richiesta estorsiva all’interno della canonica. Ha altresì ammesso di avere minacciato la persona offesa di rilevare al vescovo la natura del loro rapporto, nonché di mostrare le foto dallo stesso scattate, poiché in preda a un momento di sconforto scaturito dall’avere scoperto di essere stato ingannato dal parroco”.

La pm di Catania Magda Guarnaccia lo ha scritto nella richiesta d’arresto (la seconda) nei confronti del pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara inviata al gip Carlo Cannella, che l’ha accolta. Pappalardo Fiumara è un pianista di fama internazionale, ex vicesindaco di Riposto (Sicilia), già sovrintendente della stagione lirica dell’Unione e che nel teatro viterbese si era anche esibito.

Le carte d’inchiesta sono state pubblicate dal quotidiano La Sicilia. La pm fa riferimento alle “dichiarazioni spontanee” che Pappalardo Fiumara ha reso “durante l’udienza di riesame”. Il pianista è stato arrestato, per la seconda volta, a 24 ore dalla liberazione su ordine del tribunale del Riesame di Catania che aveva annullato la prima ordinanza del gip per carenza di motivazione. È ai domiciliari con l’accusa di estorsione consumata e tentata, la stessa per cui era già stato arrestato il 6 giugno, nei confronti del parroco della chiesa di san Matteo di Trepunti di Giarre. Il sacerdote, Luigi Privitera, mercoledì si è dimesso.

Il pianista e il parroco si sarebbero conosciuti in una chat frequentata soprattutto da gay e, secondo il prelato, che si sarebbe presentato come professore, Pappalardo Fiumara, scoperto chi era veramente, lo avrebbe ricattato per non rivelare le sue tendenze sessuali ai vertici della diocesi. La nuova richiesta della pm e la nuova ordinanza del gip hanno trattato origine da ulteriori elementi emersi durante le indagini, svolte dopo il primo arresto del pianista. Tra queste, le nuove rivelazioni del sacerdote in sede di interrogatorio, avvenuto il 18 giugno.

Nelle carte d’inchiesta, la pm Guarnaccia sottolinea “l’enorme quantità di contatti giornalmente intrattenuti da Pappalardo anche attraverso social network e piattaforme informatiche di vario genere” e la “possibilità che, attraverso di esse, il pianista possa irretire e successivamente minacciare ed estorcere altre vittime dei propri comportamenti. Lo stesso del resto ha dimostrato grande capacità di creare relazioni in un brevissimo arco di tempo, creando un’escalation di pretese sessuali ed economiche nei confronti della propria vittima rimasta succube della sua aggressività”.

Pappalardo Fiumara è stato arrestato per estorsione consumata e tentata. Ma il gip ha ritenuto insussistente, come invece ipotizzato dalla procura, “il reato di tentata violenza sessuale, non emergendo con chiarezza se il rapporto sessuale fosse legato o meno alla richiesta di denaro”. Sempre secondo il gip, invece, “si ritengono sussistere evidenti esigenze cautelari relative al pericolo di reiterazione delle condotte per cui si procede. Dall’esame della condotta tenuta da Pappalardo nei confronti del parroco Privitera – scrive il giudice -, emerge chiaramente il rischio di una recidiva dell’azione ricattatoria posta in essere da Pappalardo, il quale in più occasioni ha richiesto somme di denaro al sacerdote. Le modalità del fatto narrate dal parroco e il fatto che sin dall’inizio del rapporto l’indagato avesse video e foto con lo scopo premeditato di ricattare la vittima, indica come modus operandi di Pappalardo il contatto con soggetti vulnerabili allo scopo di estorcere denaro agli stessi, nell’ottica di un rapporto di sottomissione, circostanze emerse nel corso dell’interrogatorio all’udienza di convalida”.

Il gip fa riferimento “alla descrizione del rapporto effettuata da Pappalardo, dove addirittura il predetto dichiarava che era il sacerdote a volere essere ripreso con video e foto ‘così tu mi tieni in pugno’. E che questo fosse lo scopo di Pappalardo – continua il gip – lo dimostra la sua particolare personalità, come descritto dal sacerdote nella sue dichiarazioni e la circostanza dallo stesso indicata già nel corso del primo incontro avvenuto il 29 marzo”.

Secondo il gip, “l’escalation delle condotte poste in essere da Pappalardo Fiumara consente di ritenere che è persona socialmente pericolosa e, se non sottoposta a una misura cautelare, potrebbe ulteriormente contattare il parroco di Trepunti o altre persone vulnerabili e ricattabili allo scopo di sottometterle e costringerle a versare somme di denaro o a sottostare ai suoi voleri con la minaccia di diffondere foto e video compromettenti”.


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Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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