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Sfilata di magistrati contro Ugo Gigli accusato di diffamazione da un pm

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Ugo Gigli

L’ex direttore generale dell’Ater Ugo Gigli

L'ex pm di Viterbo Renzo Petroselli

L’ex pm di Viterbo Renzo Petroselli

Angela Birindelli

L’ex assessore regionale Angela Birindelli

Ancona – (sil.co.) – Sfilata di magistrati al processo contro Ugo Gigli accusato – assieme all’ex direttrice del Corriere di Viterbo, Anna Mossuto – di diffamazione a mezzo stampa nei confronti dell’ex pubblico ministero viterbese Renzo Petroselli.

Sono i primi testimoni dell’accusa nel processo destinato a entrare nel vivo oggi, presso il tribunale di Ancona, in cui l’ex direttore generale dell’Ater compare nelle vesti di imputato (difeso dall’avvocato Enrico Valentini), mentre l’ex pm è parte civile (assistito dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta).

Gigli è stato rinviato a giudizio nel maggio del 2018 dal gup Paola Moscaroli del tribunale di Ancona su richiesta del pm Marco Pucilli. 


– “Strana passeggiata tra pm e Birindelli”, Ugo Gigli e una giornalista rinviati a giudizio


Cinque i testimoni che dovranno ricostruire i fatti davanti ai giudici del Conero. Per prima sarà sentita la presunta vittima, il pm Petroselli, poi toccherà a due giudici del lavoro del lavoro del tribunale di Viterbo, quindi sarà la volta di due avvocati viterbesi.

Al centro del processo un articolo-intervista a Gigli pubblicato il 5 dicembre 2015 dal quotidiano locale, all’epoca stampato nel capoluogo delle Marche, motivo per cui il procedimento, per competenza territoriale, si celebra ad Ancona. Il titolo era “Fatti imbarazzanti in tribunale – Gigli racconta la strana passeggiata tra il pm Petroselli e Angela Birindelli”. 

Anche l’ingegnera dell’Ater, già assessore regionale all’agricoltura nella giunta Polverini, si era costituita parte civile in sede di udienza preliminare, difesa dall’avvocato romano Francesco Scacchi.

Secondo l’accusa, nell’articolo, come si legge nel capo d’imputazione, “si offendeva la reputazione del magistrato in servizio presso la procura della repubblica di Viterbo attribuendogli falsamente  di avere frequentato e ‘passeggiato’ nei corridoi del tribunale di Viterbo con Angela Birindelli (soggetto più volte denunciato dal Gigli e in relazione alla quale la procura di Viterbo aveva chiesto l’archiviazione), nonché accusando falsamente il dottor Petroselli di aver condotto svariati procedimenti nei confronti di Gigli essendo mosso esclusivamente da intento persecutorio, animato da volontà accusatoria priva di fondamento ed ignorando elementi in favore dell’indagato”.

“In particolare – si legge ancora – affermava il Gigli che Petroselli avrebbe creato nei suoi confronti un ‘castello accusatorio fantasioso’, che il pm non era neppure preoccupato di ‘esternare tutta la sua parzialità’ ed aveva operato con ‘atteggiamento persecutorio’ nei suoi confronti”. 


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