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Tribunale - L'accusa è di diffamazione a mezzo stampa - L'ingegnera dell'Ater: "Ecco la riprova della macchina del fango nei miei confronti"

“Strana passeggiata tra pm e Birindelli”, Ugo Gigli e una giornalista rinviati a giudizio

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Ugo Gigli

Ugo Gigli

Angela Birindelli

Angela Birindelli

L'ex pm di Viterbo Renzo Petroselli

L’ex pm di Viterbo Renzo Petroselli

Viterbo – Ugo Gigli e Anna Mossuto, direttrice del Corriere di Viterbo, rinviati a giudizio per diffamazione a mezzo stampa.

L’ex direttore dell’Ater di Viterbo, Gigli, avrebbe “rilasciato – si legge nel capo di imputazione – al quotidiano il Corriere di Viterbo un’intervista pubblicata il 5 dicembre 2015 mediante la quale offendeva la reputazione di Renzo Petroselli, magistrato in servizio alla procura di Viterbo, attribuendogli falsamente di aver frequentato e ‘passeggiato’ nei corridoi del tribunale di Viterbo con Angela Birindelli, più volte denunciata da Gigli e in relazione al quale la procura di Viterbo aveva richiesto l’archiviazione”.

Il pubblico ministero in quiescenza Petroselli e l’ingegnera dell’azienda territoriale viterbese Birindelli si sono costituiti parte civile. Tramite i loro legali, l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta per il primo e Francesco Scacchi per la seconda. Il processo a carico di Gigli e Mossuto prenderà il via a fine settembre, davanti al giudice del tribunale di Ancona dove il Corriere di Viterbo sarebbe stato stampato.

Ma l’ex direttore dell’Ater avrebbe anche accusato “falsamente – continua il capo di imputazione – Petroselli di aver condotto svariati procedimenti nei suoi confronti, essendo mosso esclusivamente da intento persecutorio, animato da volontà accusatoria priva di fondamento e ignorando elementi a suo favore. Inoltre, affermava Gigli, che Petroselli avrebbe creato nei suoi confronti un ‘castello accusatorio fantasioso’, che il pm non si era neppure preoccupato di ‘esternare tutta la sua parzialità’ e aveva operato con ‘atteggiamento persecutorio’ nei suoi confronti”.

La direttrice del Corriere di Viterbo, Mossuto, è accusata anche di aver omesso “di esercitare – scrive Marco Pucilli, il pm titolare del fascicolo – il controllo necessario a impedire la pubblicazione dell’articolo e dando credito a false informazioni non verificate. La presunta ‘passeggiata’ nei corridoi del tribunale si è rivelata inesistente dalla visione delle telecamere di sorveglianza del tribunale e dalle dichiarazioni dei testi in atti”. “Fatti imbarazzanti in tribunale – Gigli racconta di una strana passeggiata tra il pm Petroselli e Angela Birindelli”, il titolo dell’articolo pubblicato.

L’indagine ha preso via “dalle denunce presentate da Petroselli e da me – racconta Angela Birindelli, dopo i rinvii a giudizio -. Perché nella data indicata da Gigli nell’articolo non ci siamo mai incontrati, io quel giorno non ero proprio in tribunale. Questa vicenda è la riprova della macchina del fango che Gigli porta avanti nei miei confronti. Da oltre cinque anni mi descrive come una professionista sleale e negligente, facendo addirittura insinuazioni su un presunto rapporto confidenziale tra me e un magistrato. Gigli ha fatto un uso violento dell’informazione, basato anche su atteggiamenti intimidatori nei miei confronti. Ricordo che già nel giugno del 2013 aveva paventato il mio licenziamento, avvenuto nel 2014. Da pubblico ufficiale, perché era direttore dell’Ater, Gigli ha pensato di poter distruggere ogni mia reputazione tramite la stampa. Il mio peccato originale? Aver ricoperto il ruolo di assessora regionale alle politiche agricole della giunta Polverini, e nemmeno da politica ma da tecnico esterno. E anche la ritorsione politica è stata senza precedenti. La politica ha cercato di distruggermi, e l’odio nei miei confronti è stato senza precedenti”.

All’esito del rinvio a giudizio, l’avvocato Enrico Valentini, difensore di Gigli , si dice “fiducioso e pronto ad affrontare il dibattimento. Dimostreremo – continua il legale – che non c’è stata diffamazione, perché il mio assistito si è solo sfogato”.


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14 maggio, 2018

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