Viterbo – “Questo territorio va protetto insieme”. Il prefetto Giovanni Bruno chiama i nuovi sindaci.
Ventisette primi cittadini. Fra nuovi e confermati. Occasione per conoscersi, ma soprattutto per un primo focus su un un tema in queste ore alla ribalta delle cronache, con l’ultima operazione della polizia a Roma che ha interessato pure comuni della Tuscia. Le infiltrazioni mafiose.
“Per due anni e mezzo – spiega Bruno – sono stato a Vibo, fra le province più infiltrate. Capite quale sia la mia sensibilità sull’argomento.
Va protetto questo territorio, insieme. In qualsiasi momento, se notate anomalie non ve le tenete, venitele a dire, se lo riterrete”.
Bruno propone un modo smart di comunicazione. “Semplicemente – spiega il prefetto – via WhatsApp o chiamandomi direttamente. Questa è la casa del governo sul territorio ed è aperta. Io ho un modo diverso di dialogare con chi è eletto”.
Uno a uno, i rappresentanti dei vari centri dicono la loro, da Teresa Pasquali (Vejano), per la sicurezza sono state installate videocamere.
Aldo Moneta (Canepina) è una conferma, così come Paolo Dottarelli (Bolsena) che ritorna dopo 5 anni di pausa. “Le difficoltà del mio comune – spiega Dottarelli – sono rappresentate dal fatto che passiamo da 4mila a 25mila abitanti e i problemi del lago con l’anello di depurazione”.
In comune con altri centri lacuali, come Piero Camilli (Grotte di Castro), che poi punta il dito contro Talete. La sua amministrazione non vuole entrare nella società idrica.
Una critica appoggiata da altri colleghi, da Tarquinia (Alessandro Giulivi) a Monte Romano (Testa), ma altri si accodano.
Talete è la prima emergenza per Franco Caprioli (Civita Castellana), cui si è aggiunta anche la difficoltà dei collegamenti per la ferrovia Roma – Civita – Viterbo.
Dalle rotaie all’asfalto, c’è la superstrada Orte – Civitavecchia da completare nell’ultimo tratto.
“Nella valle del Mignone – avverte il sindaco di Tarquinia Giulivi – finché sarò sindaco la superstrada non passerà”. Franco Vita (Nepi) sposta l’attenzione sulla coltivazione delle nocciole: “Di Talete è inutile parlare, è una società ormai decotta”.
Giuseppe Ciucci (Farnese) ha una difficoltà seria: “Infiltrazioni mafiose legate all’appalto dei rifiuti”. Attilio Mancini (Gradoli), invece lancia l’allarme sulla viabilità: “La Cassia fa schifo”. Manutenzione inesistente, dalle buche alle erbacce incolte: “Non capisco come possa essere lasciata così”.
Il prefetto si è reso disponibile: “Quando avrò un problema – sostiene Fabio Bartolacci (Tuscania) – mi rivolgerò a lei, perché noi sindaci siamo soli”.
Giuseppe Ferlicca
Gallery: I nuovi sindaci dal prefetto
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