Sutri – “Carola Rackete può sembrare un’eroina. Ma vorrei vederla in faccia, interrogarla e chiederle se è giusto venire in un paese straniero e non rispettare le leggi. Dirà che si rispettano, ma non quando sono minacciose per la vita e la salute delle persone deboli. E a quel punto dovremmo ascoltarla”. Vittorio Sgarbi torna a invitare la capitana della Sea Watch a Sutri. Questa volta lo fa con un video su Facebook, dopo il post del 3 luglio.
“Mi sembra giusto – afferma Sgarbi – invitare Carola Rackete a Sutri, perché racconti la sua esperienza. Mi aspetto polemiche, ma non le voglio accendere. Dico solo che sarebbe giusto sentire la sua voce e capire se quello che penso, ovvero che il suo gesto è stato prima istintivo e poi politico, è la verità”.
Secondo il sindaco di Sutri, “Carola Rackete ha avuto il coraggio di opporsi al potere. E l’Italia si è divisa in due: una parte ha ritenuto importante difendere i confini e un’altra ha visto in Carola una donna che voleva aiutare persone che vengono da un paese in guerra, che vivono una condizione disperata e che molto spesso sono donne e bambini. C’è una parte di ragione romantica che, anche in chi è di destra, può indurre a guardare il gesto di Carola come la volontà di superare i limiti delle regole e delle leggi per aiutare qualcuno in difficoltà. Il gesto di questa ragazza è stato istintivo e non politico, anche se politico lo è diventato. È un gesto contro il potere che impedisce di essere gentile: quando il potere si impone, non c’è spazio per aiutare chi è più debole”.

