Vasanello – Riceviamo e pubblichiamo – Forse sulla questione Talete la minoranza non ha ancora le idee chiare. Vorremmo far comprendere che la votazione del consiglio di amministrazione di Talete è ben altra cosa rispetto a cedere il servizio all’azienda stessa, che noi da anni stiamo combattendo con ogni mezzo.
L’obbligatorietà del passaggio in Talete, contro ogni principio sull’acqua pubblica, è stata imposta dal doppio presidente Zingaretti, che da un lato, come presidente del Pd, a parole combatte per rivendicare il diritto all’acqua pubblica, dall’altro, come presidente della regione, impone a tutti i comuni di entrare in un’azienda che diventerà privata e che quadruplichrebbe i costi del servizio.
Per quanto riguarda la situazione del servizio idrico di Vasanello, vorremmo rassicurare la minoranza che è sempre stato a livelli ottimali, cosa ben diversa da quanto succede a Ronciglione, dove il comune stesso è stato condannato per aver erogato ai suoi concittadini acqua non potabile. Sarà forse questo il motivo per cui al momento della votazione del cda di Talete il sindaco Mengoni si è alzato e se n’è andato?
L’amministrazione comunale da anni si batte per la difesa dell’acqua pubblica: l’approvazione di una delibera specifica in consiglio comunale straordinario, che chiede l’applicazione di una legge regionale fatta dallo stesso Zingaretti, è solo l’ultimo dei provvedimenti intrapresi per difendere un sacrosanto diritto dei cittadini e impedire il passaggio del servizio nelle mani di una società fallimentare che la sinistra vorrebbe regalare ad Acea.
Antonio Porri
Sindaco di Vasanello
– “Talete, il sindaco da che parte sta?”
